Consulenza o Preventivo Gratuito

Indeducibilità, le Cfc fanno i conti

del 26/03/2011
di: di Antonio Mastroberti
Indeducibilità, le Cfc fanno i conti
Si fa largo quest'anno anche per le Cfc il prospetto per il calcolo degli interessi passivi indeducibili, senza contare che le novità del dl n. 78/2009 potrebbero tradursi nella tassazione, nel Mod. Unico 2011, dei redditi di controllate estere sinora al riparo dalle misure previste dall'art. 167 del Tuir. E qui un ruolo cruciale, nei prossimi mesi, potrebbe essere assolto dall'esame delle istanze di interpello presentate in base alle nuove fattispecie previste dall'art. 13 del citato decreto, i cui effetti sono operativi a partire dal 2010. Ad esempio in presenza delle condizioni di cui al comma 8-bis dell'art. 167 del Tuir, vale a dire un livello di tassazione assolto all'estero inferiore a più della metà di quello domestico e di proventi derivanti in prevalenza dai cd. passive income, il soggetto controllante è tenuto a dimostrare che l'insediamento estero non rappresenta una costruzione artificiosa tendente a conseguire un indebito vantaggio fiscale (comma 8-ter), ma va considerato che per sortire effetti già in Unico 2011 l'istanza va presentata entro il 1° giugno del corrente anno.

Un certo interesse desta poi il nuovo prospetto degli interessi passivi apparso nel quadro FC, che sostanzialmente ricalca l'analogo schema già in uso nel quadro RF, ed apre pertanto anche in questo caso al riporto in avanti di interessi indeducibili e soglia ROL eccedente, possibilità, quest'ultima che in linea generale è operativa solo dal 2010. Si tratta di una operazione che va concretamente rapportata alle modalità di tassazione in Italia, per così dire «per trasparenza», del reddito della Cfc. Il soggetto controllante è infatti chiamato ad applicare (quasi) per intero le regole di determinazione del reddito d'impresa valevoli per le società di capitali e, tra queste, rientra a pieno titolo anche la disciplina prevista dall'art. 96 del Tuir, con annesso prospettino di raccordo e memoria, che peraltro non era previsto nel quadro FC per i primi due anni di applicazione del nuovo istituto. Assai singolare, per quanto in linea con il dettato normativo di riferimento, appare il fatto che l'eventuale soggetto controllante, se persona fisica o società di persone, di per se non tenuto ad applicare la disciplina di cui all'art. 96 del Tuir nella propria dichiarazione, possa invece ritrovarsi a far di conto con le complesse operazioni di raffronto di interessi e ROL in relazione alla posizione della società estera controllata, rispetto alla quale non scattano, peraltro le funzionalità previste dai commi 7 ed 8 dell'art. 96 del Tuir (consolidato), come è appena il caso di sottolineare.

Si tratta ad ogni buon conto di una disciplina, quella introdotta dalla legge finanziaria per il 2008, che non poteva essere contemplata dalla Cfc rule, per cui si ritiene opportuna una operazione di raccordo tra due normative le cui finalità appaiono del tutto eterogenee. Nel quadro FC, in particolare, valgono tutte le regole già conosciute per il caso dell'applicazione diretta dell'art. 96 del Tuir, compresa la disposizione agevolativa che attribuisce rilevanza agli interessi attivi virtuali a fronte di rapporti con la p.a., e qui già forse si potrebbe impostare una prima riflessione, ma occorrerebbe stabilire partitamente come possa operare l'eventuale riporto di interessi e ROL (da quest'anno) in caso di interruzione dell'applicazione della Cfc rule, problema che per certi versi si è posto già con riferimento al riporto delle perdite, ma che è qui certamente amplificato; viene poi affermato, tra le pieghe delle istruzioni del prospetto, che l'eventuale deduzione in corso d'anno degli interessi passivi oggetto di riporto dagli anni precedenti, potrebbe comportate l'applicazione di una variazione in diminuzione in Unico 2011, ma si ritiene che tale circostanza possa verificarsi solo ove sia emersa, negli anni precedenti, una variazione di segno opposto nel predetto quadro FC.

Siamo cioè in presenza di una ipotesi in cui gli interessi passivi maturati in anni precedenti, e contabilizzati nel bilancio della Cfc, sono stati oggetto di una variazione in aumento nella dichiarazione dei redditi del soggetto estero (quadro FC) nel corso del 2008 o del 2009, poiché diversamente nessuna variazione in diminuzione può essere applicata in Unico 2011 e qualche interrogativo al riguardo può porsi, in assenza di precise indicazioni sul punto nella modulistica relativa a questi due esercizi.

Infine, nel compartimento stagno relativo alla specifica posizione della Cfc dovrebbero valere anche i limiti individuati in via interpretativa per il caso generale; divieto di riporto del ROL in caso di compresenza di eccedenze indeducibili di interessi passivi di periodo, ed occhio alle perdite pregresse della Cfc.

vota