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Alberghi, l'Iva è a doppio regime

del 25/03/2011
di: di Franco Ricca
Alberghi, l'Iva è a doppio regime
Sulle prestazioni di intermediazioni di camere d'albergo, l'Iva è dovuta nel paese del committente se questi è un soggetto passivo; se il committente è invece un privato, l'imposta è dovuta nel paese in cui è effettuato il sevizio alberghiero, ossia nel luogo in cui si trova l'immobile. La fornitura di pasti e bevande, anche con trasporto a destinazione, non si considera prestazione di ristorazione o di catering se non è accompagnata da servizi di supporto per il consumo immediato. Per verificare la durata del servizio di noleggio di mezzi di trasporto, ai fini del particolare criterio di territorialità previsto per i noleggi «a breve termine», si tiene conto anzitutto del contratto, considerando ininterrotta la durata prevista da contratti consecutivi. Queste alcune soluzioni interpretative fornite, su specifiche questioni, dal regolamento n. 282/2011 del consiglio Ue (si veda ItaliaOggi di ieri); soluzioni che vanno ad aggiungersi a quelle già fornite dal precedente regolamento n. 1777/2005, contribuendo a incrementare il mai sufficiente patrimonio dei «casi risolti» in materia di applicazione dell'Iva. Vediamo brevemente queste nuove soluzioni, ricordando che le indicazioni innovative del regolamento saranno vincolanti, per gli stati membri e per gli operatori, soltanto dal 1° luglio 2011.

Intermediazioni alberghiere. L'art. 31 del regolamento chiarisce l'inquadramento, ai fini dell'individuazione del luogo del servizio, delle prestazioni di intermediazione in nome e per conto terzi relative alla fornitura di alloggio nel settore alberghiero o in settori analoghi, disponendo che tali prestazioni rientrano:

- nella regola generale dell'art. 44 della direttiva 112 del 2006 quando sono rese a un soggetto passivo che agisce in quanto tale; in tal caso, dunque, l'Iva è dovuta nel paese del committente;

- nel criterio speciale dell'art. 46 della direttiva quando sono rese a privati consumatori, per cui in tal caso l'Iva è dovuta nel luogo in cui è effettuata la prestazione principale alla quale l'intermediazione si riferisce, ossia, in base al successivo art. 47 della direttiva, nel luogo in cui si trova l'immobile.

Si deve segnalare, al riguardo, che dopo una prima presa di posizione difforme, nella circolare n. 36/2010 l'agenzia delle entrate ha espresso un orientamento conforme al regolamento.

Servizi di ristorazione e catering. L'art. 6 del regolamento mira in sostanza a chiarire la distinzione tra la semplice fornitura di cibi e bevande (cessione di beni) e le prestazioni di servizi di ristorazione e catering, definendo queste prestazioni come la fornitura di cibi e/o bevande preparati o non preparati, destinati al consumo umano, accompagnata da servizi di supporto sufficienti a permetterne il consumo immediato. Viene inoltre precisato che, nella prestazione di ristorazione o di catering, la fornitura dei cibi e delle bevande costituisce solo una componente dell'insieme in cui prevalgono i servizi, i quali:

- nel caso della ristorazione, sono prestati nei locali del prestatore;

- nel caso del catering, sono prestati in locali diversi da quelli del prestatore.

Per migliore chiarezza, si precisa ancora che la fornitura di cibi e delle bevande, compreso o meno il trasporto a destinazione ma senza altri servizi di supporto, non costituisce servizio di ristorazione o catering (sicché dovrà essere considerata, agli effetti dell'Iva, una cessione di beni). Sulla questione si veda anche la sentenza 10 marzo 2011 della corte di giustizia Ue (ItaliaOggi dell'11 marzo).

Noleggio mezzi di trasporto. La direttiva 112 del 2006 prevede un criterio speciale per l'individuazione del luogo delle prestazioni di noleggio «a breve termine» di mezzi di trasporto, recepito, con il correttivo del luogo di utilizzo, nell'art. 7-quater, lett. e) del dpr 633/72. Gli articoli 38, 39 e 40 del regolamento, a tal fine, forniscono la definizione e un elenco esemplificativo di «mezzi di trasporto» e dettano i criteri per la valutazione della durata del contratto, precisando tra l'altro che non è rilevante l'eventuale superamento della durata pattuita per causa di forza maggiore (ad esempio, il ritardo nella riconsegna del veicolo causato da un'avaria).

Accesso alle manifestazioni. In relazione al criterio speciale dell'art. 53 della direttiva 112, che localizza le prestazioni di accesso alle manifestazioni culturali, artistiche, sportive, scientifiche, educative, ricreative o affini, nonché i servizi accessori, nel luogo di svolgimento dell'evento, l'art. 33 del regolamento chiarisce che la caratteristica essenziale di tali prestazioni è la concessione del diritto di accesso alla manifestazione in cambio di un biglietto o un corrispettivo, compresi abbonamenti, biglietti stagionali e quote periodiche. Chiarisce inoltre che non rientra nel criterio in esame l'utilizzazione di impianti, quali sale di ginnastica o di altro tipo, dietro pagamento di una quota di iscrizione. L'art. 34 precisa poi che sono servizi accessori quelli in diretta relazione con l'accesso alle manifestazioni, forniti separatamente dietro corrispettivo, quali ad esempio l'utilizzazione di spogliatori o impianti sanitari; non sono servizi accessori, invece, quelli di intermediazione nella vendita dei biglietti.

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