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La conciliazione ora dà i numeri

del 22/03/2011
di: di Benedetta Pacelli
La conciliazione ora dà i numeri
Lavori in corso sulla mediazione civile. Dal numero degli organismi accreditati che cambia di ora in ora, alla protesta degli avvocati che non accenna a diminuire per non parlare dei ricorsi al Tar Lazio che se venissero accolti rischierebbero di bloccare il tutto. Fatto sta che il debutto dell'istituto voluto dal ministro della giustizia Angelino Alfano sta avvenendo in maniera tutt'altro che facile e sicuramente ancora in evoluzione. Ma il guardasigilli non demorde e, ieri, nel primo giorno dell'entrata in vigore del tentativo obbligatorio della mediazione prima di approdare in tribunale per risolvere le controversie civili, ha tirato fuori dal cilindro oltre 600 organismi accreditati. Un dettaglio fino a ieri mattina inedito. Visto che fino all'ora di pranzo sul sito internet del ministero della giustizia, al netto delle sedi secondarie, gli organismi registrati erano 179.

Il giallo dei numeri

«Sono 630 gli organismi di conciliazione accreditati e già operativi e non c'è una sola provincia d'Italia che veda scoperta la propria zona». Così ha esordito il guardasigilli ieri in occasione della conferenza stampa a palazzo Chigi invitando a consultare l'elenco sul sito internet del ministero della giustizia (www.giustizia.it). Anche se proprio sul sito, la nuova tabella (parzialmente aggiornata rispetto ai 179 enti disponibili in mattinata) è spuntata solo al termine della conferenza stampa. L'elenco degli organismi aggiornati, però, si fermava a 401 e solo fino a Potenza. Possibile dedurre, quindi, che i tecnici del ministero hanno lavorato tutta la giornata per mettere nero su bianco tutti gli enti secondari e dare sostanza all'annuncio del ministro. Non a caso solo a tardo pomeriggio, ieri, è arrivata la tabella completa.

Le aspettative

La stima fatta dal ministero è che andranno in conciliazione obbligatoria circa 300 mila controversie nei prime 12 mesi che diventeranno 700 mila quando entreranno in vigore le liti condominiali e il risarcimento danni da circolazione per un totale di quasi 1 milione l'anno se continuerà l'attuale trend di mediazioni volontarie. Se si raggiunge il tasso di successo registrato in altri paesi europei, fa sapere il ministero, i flussi in ingresso nei tribunali si ridurrebbero dagli attuali 5 milioni ai 4,2-4,4 consentendo a parità di produttività una significativa erosione dell'arretrato e arrivando come ipotizzato da Alfano «a pareggiare il bilancio della giustizia». Ma la riforma inciderà anche sui tempi: la riduzione, dicono ancora dal ministero, sarebbe drastica perché si andrebbe dai 4 mesi al massimo per tutte le conciliazioni positive alla riduzione fino ad un terzo dei tempi attuali della giustizia ordinaria. A conti fatti e ipotizzando un livello di successo in linea con le altre esperienze si potrebbero dimezzare le pendenze, portandole a poco più di 3 milioni in cinque anni.

I dati attuali

L'obiettivo dichiarato della riforma è quello di ridurre il numero di cause che approdano ogni giorno in tribunale. Negli ultimi anni, ha precisato Alfano «si è verificata capacità smaltimento del 96%, ma quel 4% in 25 anni ha determinato quei 6 milioni di cause pendenti. Secondo i dati del ministero il trend delle cause civili nei nostri tribunali è stato sempre crescente: 4,6 milioni nel 2007, 4,8 milioni nel 2008 e 5 milioni nel 2009. Una causa di contenzioso ha attualmente una prospettiva di arrivare a sentenza in Tribunale dopo 845 giorni (2 anni e 4 mesi), tempi che però si allungano se la causa percorre la strada del secondo grado (altri 1163 giorni) e della Corte suprema (ulteriori 1195 giorni) per un totale di 3.200 giorni di media. Secondo i dati del ministero, infatti, «l'Italia è il quarto paese più litigioso d'Europa, con 4.768 contenziosi ogni 100 mila abitanti dopo Russia, Belgio e Lituania.

I contrasti con l'avvocatura

Il debutto della mediazione è coinciso anche con l'ultimo di sette giorni di astensione dalle udienze da parte dell'avvocatura. E mentre gli avvocati non demordono Alfano assicura di aver «ascoltato la loro voce». «Avevano chiesto il rinvio di un anno dell'entrata in vigore delle nuove norme e così è stato. Abbiamo infatti rinviato al 2012 l'obbligatorietà per quanto riguarda le liti di condominio e l'infortunistica stradale». Due campi che da soli ha precisato Alfano rappresentano il 60% del totale del contenzioso in Italia. «Penso», ha aggiunto, «che sia stata data prova di ragionevolezza. Ecco perché l'auspicio è che «gli avvocati si rendano conto della grande opportunità offerta dalla mediazione di cui loro stessi possono esserne i protagonisti, anche perché nessuno impedisce al cittadino di chiamare un avvocato e farsi assistere nella conciliazione. Da qui l'invito a tutti i cittadini a considerare come «un'opportunità questo nuovo strumento voluto dal parlamento e dal governo che favorisce una giustizia civile efficiente. Spero che con il passare dei giorni, tutti si rendano conto della grande chance che questa riforma rappresenta per i cittadini e anche per gli avvocati».

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