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La pensione di scorta è più veloce

del 19/03/2011
di: di Daniele Cirioli
La pensione di scorta è più veloce
La nuova «finestra mobile» non si applica alla pensione integrativa. Gli iscritti a un fondo pensione, pertanto, non devono aspettare 12/18 mesi dalla maturazione dei requisiti per la pensione pubblica (Inps, Inpdap) per vedersi erogare la prima rata di pensione complementare. Lo ha stabilito la Covip negli orientamenti approvati il 9 marzo scorso.

La riforma delle pensioni. Le istruzioni della Covip, si legge nel documento, sono state sollecitate dall'ultima riforma delle pensioni pubbliche obbligatorie. Riforma che, in tema di decorrenza dei trattamenti pensionistici, ha abrogato il regime delle finestre periodiche e ha introdotto un solo meccanismo di rinvio dell'epoca di «decorrenza» dalla pensione, rispetto a quello di «maturazione» dei requisiti. In breve, i lavoratori dipendenti (subordinati) una volta perfezionati i requisiti di età e contribuzione ottengono il diritto alla prima liquidazione della pensione decorsi 12 mesi; i lavoratori autonomi, invece, dopo 18 mesi. La novità ha posto il problema se anche le pensioni integrative (quelle erogate dai fondi pensione) no debbano sottostare allo stesso regime di rinvio della liquidazione, in virtù del fatto che il comma 2 dell'articolo 11 del dlgs n. 252/2005 (riforma delle pensioni integrative) stabilisce che il diritto alla pensione complementare si acquisisce al momento della maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni stabiliti nel regime obbligatorio di appartenenza, fermo restando un'anzianità di partecipazione al fondo pensione di almeno cinque anni.

I chiarimenti. L'ultima riforma delle pensioni pubbliche è arrivata con il dl n. 78/2010. Il provvedimento, spiega la Covip, prevede in via generale che i lavoratori i quali, a decorrere dal 1° gennaio 2011, maturano i requisiti per l'accesso alla pensione di anzianità e/o vecchiaia conseguono il diritto alla decorrenza del relativo trattamento decorsi 12 o 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, in base al fatto che si tratti di lavoratori dipendenti (dodici mesi) o autonomi (diciotto mesi). La vigente disciplina sulla previdenza integrativa (dlgs n. 252/2005), aggiunge la Covip, rispetto al passato contiene un collegamento più diretto con la disciplina della previdenza obbligatoria, senza tuttavia richiedere, ai fini del conseguimento della prestazione di previdenza complementare, l'effettiva liquidazione della pensione pubblica obbligatoria. Le nuove norme del dl n. 78/2010 che rinviano la liquidazione delle pensioni obbligatorie, rileva ancora la Covip, distinguono nettamente due momenti:

a) quello della maturazione dei requisiti di accesso a una pensione;

b) quello di decorrenza della pensione medesima.

Infatti, l'articolo 12, commi 1 e 2, del citato dl n. 78/2010 prevede che «i soggetti che a decorrere dall'anno 2011 maturano il diritto all'accesso al pensionamento …» «conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento…» trascorsi i predetti periodi di 12 o 18 mesi. Dal momento che l'articolo 11, comma 2, del dlgs n. 252/2005 condiziona l'acquisizione del diritto alla pensione complementare alla «maturazione dei requisiti di accesso alle prestazioni stabiliti nel regime obbligatorio di appartenenza», il diritto stesso, secondo la Covip, è da intendersi riferito solamente al primo dei due predetti momenti.

La pensione di scorta arriva prima. In conclusione, la Covip esprime l'avviso che gli iscritti ai fondi pensione conseguono il diritto alla prestazione di previdenza integrativa (la pensione di scorta) alla «maturazione» dei requisiti di accesso alle pensioni obbligatorie (fermo restando un periodo minimo non inferiore a cinque anni di partecipazione al fondo pensione), prescindendo dall'effettiva erogazione delle stesse pensioni. Ciò non vincola, tuttavia, la libera determinazione del lavoratore di fissare la scelta del momento esatto in cui esercitare concretamente il diritto alla liquidazione della prestazione integrativa.

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