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L'appello tardivo è senza litispendenza

del 19/03/2011
di: La Redazione
L'appello tardivo è senza litispendenza
Un appello proposto fuori termine non crea litispendenza e la sentenza che ne dichiara l'inammissibilità ha solamente valore dichiarativo; pertanto, gli effetti sostanziali della vertenza e, con essi, i termini di decadenza della pretesa tributaria decorreranno dalla scadenza del periodo d'impugnazione della pronuncia opposta in ritardo

Con questi principi di portata interpretativa, la Commissione regionale di Bologna ha risolto la controversia in trattazione a favore del contribuente (sentenza n.17 della nona sezione, depositata lo scorso 4 febbraio). La vicenda prendeva le mosse da un accertamento Irpef spiccato nei confronti di una nota società emiliana e puntualmente impugnato da quest'ultima, con rigetto del ricorso da parte della Ctp di Bologna (sentenza del 1999). Il ricorrente impugnava la decisione sfavorevole con atto di appello proposto fuori termine, circostanza che portava la Ctr di Bologna a ritenere inammissibile il medesimo con una sentenza resasi definitiva nel 2005. Da ciò, l'amministrazione finanziaria procedeva a liquidare, con una cartella esattoriale del 2007, la pretesa statuita dalle pronunce favorevoli delle commissioni di merito.

La società, a questo punto, impugnava la cartella deducendone la tardività, ai sensi degli articoli 17 e 25 del dpr 602/73, considerando quale momento di definitività dell'accertamento la scadenza dei termini di impugnazione della sentenza opposta tardivamente e ritenendo privo di effetti sospensivi e sostanziali il processo di secondo grado instaurato fuori termine.

Nonostante la resistenza dell'Agenzia delle entrate, i giudici emiliani hanno dato ragione al contribuente ed annullato definitivamente la pretesa, condannando l'ufficio alle spese di lite. «Si tratta di decidere», osserva il collegio, «se l'accertamento sia divenuto definitivo alla scadenza dei termini per la proposizione del ricorso, oppure alla data di definitività della sentenza della Ctr, che ha ritenuto inammissibile l'appello». Dopo un attenta ricostruzione dei fatti, la Commissione afferma che «la definitività dell'accertamento non può che essere conseguente alla scadenza dei termini per l'impugnazione della sentenza di primo grado» facendo osservare, nel prosieguo della sentenza, come la pronuncia di inammissibilità dell'appello abbia un valore meramente dichiarativo.

Gli effetti che la decisione dei giudici bolognesi produce nella pratica sono molto interessanti sia per i contribuenti che per le amministrazioni. In primis, ai fini della riscossione, i termini di decadenza della pretesa erariale, in caso di impugnazione tardiva di una sentenza di rigetto, decorrono dalla definitività della prima pronuncia, essendo la seconda decisione priva di effetti sostanziali. Inoltre, è interessante osservare che, anche ai fini dell'estensione di un eventuale giudicato favorevole nei confronti dei coobbligati rimasti inerti, la data utile da cui far partire la citata estensione (sentenza definitiva) sia quella della sentenza opposta tardivamente dalla parte ricorrente.

Benito Fuoco e Nicola Fuoco

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