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La consulenza fiscale è blindata

del 16/03/2011
di: di Alessandro Lini - Commissione riforma delle professioni Ungdcec
La consulenza fiscale è blindata
Nel giro di poco meno di un anno la Suprema corte è intervenuta con due sentenze ad occuparsi della professione del commercialista, definendo con un primo intervento che risale all'aprile del 2010 quelli che sono i profili di responsabilità e con il secondo della settimana scorsa delineando i confini delle competenze e definendo chiaramente che cosa debba intendersi per professione protetta.

Con la sentenza 9916/2010 la Corte di cassazione si è occupata della responsabilità civile del Commercialista, affermando che il professionista può essere ritenuto responsabile delle violazioni commesse dal proprio cliente se non adotta la necessaria diligenza, ovvero se avalla coscientemente comportamenti illeciti posti in essere dal proprio cliente, a nulla rilevando la manleva rilasciata dal cliente stesso, che anzi può costituire, se non un aggravante, la prova che il commercialista è senza dubbio al corrente che il comportamento posto in essere non è in regola con le norme di legge.

Ci ricorda infatti la Suprema corte che il professionista «ha l'obbligo di espletare l'incarico affidatogli con diligenza secondo le regole della professione» richiamando tra queste il codice di deontologia professionale.

Con la sentenza 9916 del 2010 la Cassazione afferma che il commercialista non solo ha l'obbligo di vigilare sulla corretta applicazione della normativa, ma che egli stesso è gravato dal «dovere» di compiere un opera di educazione «civico-tributaria» nei confronti dei contribuenti.

Non può certo sfuggire l'aspetto di natura pubblicistica che sottostà a tale ragionamento, e questo ci porta a sviluppare una serie di riflessioni sul ruolo del dottore commercialista in ambito contabile/tributario.

Pensiamo un attimo alle riserve che sono previste per le professioni di notaio, avvocato e medico. La necessità di tutelare la certezza dei traffici giuridici, il diritto alla difesa ed al giusto processo ed il diritto alla salute, sono tutti diritti costituzionalmente garantiti, ma lo sono anche il diritto alla proprietà privata e il dovere di concorrere alla spesa pubblica in ragione della propria capacità contributiva.

Con la recente sentenza 10100/2011 la Suprema corte ha stabilito che, la professione del Commercialista è una professione protetta, da ciò consegue che le attività che le sono proprie, che sono indicate nella legge istitutiva della stessa, possono essere svolte solo da soggetti abilitati e iscritti all'albo, a nulla rilevando che la legge che regola la professione riservi o meno clausole di esclusività.

Secondo la Cassazione infatti è sufficiente l'accertamento che la prestazione erogata costituisca un atto tipico, caratteristico della professione quale l'assistenza fiscale a lavoratori autonomi e imprese, per far si che chiunque presti tale attività, senza essere iscritto all'Albo professionale, commetta ai sensi dell'art. 348 c.p. il reato di esercizio abusivo della professione.

L'altra riflessione è di natura operativa, ma non solo. Quali professionisti dell'economia aziendale sappiamo benissimo che le scritture contabili costituiscono la base per la formazione del bilancio e che questo è oggi lo strumento di comunicazione principale le per le imprese, strumento sul quale fanno poi affidamento il sistema economico stesso e l'insieme di tutti gli «stakeholder» che a diverso titolo vi hanno interesse (consumatori, fornitori, erario, banche, investitori privati ecc).

Ecco perché è importante oggi sempre di più per il professionista dare il giusto valore alla prestazioni rese in tema di tenuta delle scritture contabili.

Occorre ridare a queste prestazioni quella «dignità» di operazione a contenuto professionale, poiché su questa si costituisce la base di altre attività professionali quali la formazione del bilancio e la predisposizione delle dichiarazione dei redditi che portano in se una valenza sociale che va ben oltre la sfera privatistica del soggetto che richiede la prestazione.

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