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Concessione e non appalto se c'è un rischio di gestione

del 12/03/2011
di: Andrea Mascolini
Concessione e non appalto se c'è un rischio di gestione
In un affidamento di servizi pubblici si configura una concessione e non un appalto anche in presenza di un rischio minimo di gestione in capo al concessionario. È quanto afferma la Corte di giustizia europea, sez. III, con la pronuncia del 10 marzo 2011 (in causa C-274/09) relativamente a una questione pregiudiziale sollevata in Germania in merito all'affidamento, tramite concessione, da parte di un consorzio intercomunale, dei servizi di soccorso alla popolazione. Nel contratto era previsto che l'importo dei corrispettivi d'uso fosse concordato tra l'ente previdenziale e il concessionario, sulla base dei costi previsionali stimati secondo principi di economia aziendale corrispondenti ad una corretta esecuzione della prestazione, ad una gestione economica e razionale nonché ad un'organizzazione efficiente del servizio. I costi previsionali concordati venivano poi remunerati attraverso i corrispettivi incassati per il soccorso di emergenza, il trasporto di pazienti con accompagnamento medico e il trasporto dei malati. Il concessionario riceveva i corrispettivi che spettanti dall'ufficio liquidatore centrale, istituito dal ministro dell'interno bavarese, cui il prestatore doveva obbligatoriamente rivolgersi. A suo volta l'ufficio trasferiva al prestatore di servizi una remunerazione mediante acconti settimanali o mensili, sulla base di una remunerazione complessiva annuale calcolata ex ante, indipendentemente dal numero di interventi realmente effettuati. Qualora a fine anno dovesse risultare un'insufficiente copertura, essa sarebbe stata oggetto di trattative successive. La Corte, rispetto a questo modello, veniva chiamata a decidere se vi fosse una concessione o un appalto, anche perché, in altre realtà locali, lo stesso servizio era stato affidato in appalto e l'appaltatore era remunerato direttamente dall'amministrazione. In particolare era da decidere se fosse effettivamente traslato un rischio di gestione dal concedente al concessionario; a tale riguardo i giudici affermano che «quando la remunerazione del prestatore proviene esclusivamente da terzi, il trasferimento da parte dell'amministrazione aggiudicatrice di un rischio di gestione molto ridotto è sufficiente per poter ritenere sussistente una concessione di servizi». È stato infatti chiarito che il rischio di gestione economica del servizio deve essere inteso come rischio di esposizione all'alea del mercato, il quale può tradursi nel rischio di concorrenza da parte di altri operatori, nel rischio di uno squilibrio tra domanda e offerta di servizi, nel rischio d'insolvenza dei soggetti che devono pagare il prezzo.

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