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Il factoring è senza Iva (non è recupero crediti)

del 12/03/2011
di: Benito Fuoco e Nicola Fuoco
Il factoring è senza Iva (non è recupero crediti)
L'attività di factoring è fattispecie ben distinta dal recupero crediti e, pertanto, rientra tra le operazioni esenti Iva di cui all'articolo 10 del dpr 633/1972. Ai fini della soggezione all'imposta sul valore aggiunto, dovrà comunque essere effettuata un'analisi che indaghi sulla natura dell'operazione concretamente realizzata. Questi i chiarimenti espressi dall'Agenzia delle entrate nella risoluzione 32/E datata 11 marzo 2011, in relazione ad un quesito rivolto alla medesima amministrazione finanziaria sul trattamento fiscale da riservare alle operazioni di factoring, alla luce di una recente pronuncia della Corte di giustizia Ce (causa C-175/09 dello scorso 28 ottobre). Le perplessità del contribuente istante traevano fondamento proprio dalle interpretazioni fornite dalla Corte di giustizia in merito ad operazioni a carattere intermedio tra una cessione di credito e un recupero vero e proprio. Le operazioni di recupero crediti, infatti, non rientrano nel campo di esenzione ex art. 10 del testo Iva, mentre il factoring, inquadrabile come una operazione finanziaria a tutti gli effetti, è collocabile su un piano differente. L'Agenzia delle entrate riprende in mano la questione, già affrontata in una risoluzione del 2004 (la n. 139/E), confermando la netta distinzione da operare ai fini fiscali tra il recupero crediti e il factoring, indipendentemente dal fatto che l'operazione finanziaria preveda la liberazione del cedente dal rischio sul buon esito (cessione pro soluto) o che non la preveda (cessione pro solvendo). L'operazione di factoring, infatti, consiste in una vera e propria trasformazione del credito in attività liquide prima della sua scadenza naturale. Il factor, dunque, acquisisce a tutti gli effetti la titolarità del credito realizzando, in tal modo, una tipica operazione di finanziamento inquadrabile tra le operazioni esenti ex art. 10. Nel recupero crediti, invece, non si verifica la cessione della titolarità del credito, bensì si realizzano una serie di azioni aventi tipicamente natura di prestazione di servizi, pertanto imponibile ai fini Iva. L'Agenzia, tuttavia, chiarisce che, ai fini dell'assoggettamento di una certa fattispecie all'imposta, dovrà effettuarsi un'indagine circa la natura e le specifiche caratteristiche della prestazione fornita. Nel caso in cui nel contratto di factoring esistano clausole particolari e il factor offra prestazioni aggiuntive di diversa natura rispetto alla tipica cessione del credito, per tali ulteriori prestazioni dovrà essere convenuto un autonomo corrispettivo applicando, se del caso, l'imposta sul valore aggiunto.

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