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Pari opportunità non solo a parole

del 08/03/2011
di: La Redazione
Pari opportunità non solo a parole
«L'animo propositivo che ci guida ci spinge a dire che il lavoro femminile è un valore per l'economia”. La presidente del Cup (Comitato unitario delle professioni) e dei Consulenti del lavoro interviene nella giornata della festa della donna per ripercorrere i passaggi fondamentali che caratterizzano il lavoro delle donne, siano esse lavoratrici dipendenti o autonome. I valori espressi dalla donna vanno meglio tutelati, questo prescindendo dalle modalità dell'impegno lavorativo.

L'analisi delle pari opportunità, dell'attuale sistema e delle difficoltà che incontrano le donne a conciliare lavoro e famiglia, il divario dei salari rispetto a quelli maschili, la precarietà in alcune situazioni, nonché la necessità di interventi mirati, sono i temi trattati più volte dalla categoria, impegnata anche su questo fronte.

Ma lo sguardo della presidente Calderone è rivolto anche al mondo delle lavoratrici autonome. «Continuare a dividere i settori lavorativi in subordinato e autonomo è un esercizio sterile che non da prospettive al nostro Paese».

Dobbiamo arrivare a un sistema avanzato di tutele anche per chi esercita l'attività in modo autonomo e, in tale settore, ancor di più per le donne che hanno pochissima assistenza.

L'attenzione va dunque posta non solo al mondo delle lavoratrici dipendenti, ma in particolar modo alle problematiche femminili del circuito professionale e dell'indotto che lo crea.

Far lavorare di più le donne significa far andare meglio l'economia. E in tale direzione togliere flessibilità al mercato del lavoro, significa penalizzare le donne. La scelta della flessibilità deve essere lasciata alle lavoratrici per conciliare le esigenze familiari con l'attività lavorativa sia essa subordinata o autonoma. Emerge l'opportunità che il rientro al lavoro dopo la maternità sia favorito, non solo attraverso la flessibilità nell'orario, ma anche attraverso percorsi di aggiornamento e riqualificazione professionale ogni qualvolta si presenti l'esigenza. Nel lavoro bisogna offrire alle donne le stesse opportunità, potenziando ulteriormente la flessibilità e i congedi parentali.

La riforma degli ammortizzatori sociali in fase di strutturazione prevedrà il Welfare anche per i liberi professionisti ed in tal senso cercheremo di tutelare ancor di più le donne professioniste.

Le statistiche parlano di una crescita dell'economia al crescere del lavoro femminile. Con il tema del lavoro femminile si è aperto da tempo un lungo confronto per evidenziare le criticità dell'attuale sistema e proporre nuove soluzioni ai rappresentanti del Parlamento Italiano.

Le donne oggi sono troppo poco visibili, una visibilità parziale che impone la ricerca delle aree ancora scoperte, affinché venga riconosciuto quel loro ruolo fondamentale che compete loro ed è richiesto dalla moderna società.

Dalla previsione di una serie di agevolazioni anche per il padre lavoratore, all'integrazione della precedente normativa riconoscendo dei benefici a tutela dei lavoratori con figli con handicap gravi, dall'equiparazione dell'adozione alla nascita, alla previsione di specifici benefit per accudire figli e genitori anziani; queste sono alcune delle misure di cui si è tenuto conto per fornire tutele non solo a genitori con rapporto di lavoro dipendente, ma ai numerosi lavoratori con altri contratti (progetto, lavoro autonomo ecc.), dimostrando di cogliere la crescita della presenza femminile nelle libere professioni e nell'imprenditoria.

Si chiede agli uomini di prendere atto del valore delle donne e di condividere maggiormente il peso e le responsabilità della famiglia e del lavoro. Il valore delle donne, il senso del dovere e la passione con la quale affrontano le sfide nella società e nel lavoro richiedono il riconoscimento da parte degli uomini. Non può più essere disconosciuta la ricchezza che le donne forniscono e l'apporto che ogni giorno danno al Paese.

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