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Longobardi: noi portatori sani di opportunità

del 04/03/2011
di: La Redazione
Longobardi: noi portatori sani di opportunità
In occasione della videoconferenza sulla Conciliazione ed arbitrato tenutasi a Roma il 18 febbraio scorso, è stato intervistato il presidente dell'Ancl-S.u. Francesco Longobardi sul ruolo che viene ad assumere il CdL con l'ampliamento delle competenze, anche conciliative, alle commissione di certificazione dei rapporti. Abbiamo chiesto a Francesco Longobardi come viene vissuto questo dal sindacato dei lavoratori.

Domanda. Il 24 novembre 2010 è entrata in vigore la legge 183 meglio nota come «il collegato lavoro». Questa legge assegna al Consulente del lavoro un ruolo importante nella conciliazione, certificazione ed arbitrato. Lei, quale presidente dell'associazione sindacale maggiormente rappresentativa dei Consulenti del lavoro, Ancl-S.u., cosa ne pensa?

Risposta. Sono molto soddisfatto dell'importante riconoscimento del legislatore alla nostra competenza e professionalità. Oserei dire un riconoscimento che va esteso anche al ruolo sociale che noi Consulenti del lavoro ricopriamo da sempre nel tessuto economico di questo Paese, in particolare nel mercato del lavoro nel quale quotidianamente operiamo.

D. Riferendoci all'ambito nel quale operate, non crede che possa ingenerarsi una certa confusione nei soggetti che tradizionalmente operano nel vostro settore? Il Consulente del Lavoro, infatti, è conosciuto come un «professionista istituzionalmente al servizio delle imprese».

R. Questo è un punto che va chiarito. Noi siamo da sempre tecnici del diritto la cui corretta definizione è «portatori sani del diritto del lavoro». In parole povere e molto chiare significa che noi siamo soggetti «terzi» rispetto alla materia che trattiamo per conto di chi andiamo a rappresentare. Comprendo che questa definizione richiede un cambiamento culturale forse difficoltoso per qualcuno, ma necessario.

D. Come viene sentito questo «cambiamento» da un interlocutore importante nella vostra pratica quotidiana qual è il sindacato dei lavoratori ?

R. La ringrazio per questa domanda, ovviamente non posso rispondere per tutti i sindacati dei lavoratori, sicuramente per il sindacato «riformista». Mi riferisco alla Cisl nazionale con la quale abbiamo iniziato un dialogo costruttivo fin dal settembre del 2004 sottoscrivendo con Raffaele Bonanni un accordo di reciproco riconoscimento e di collaborazione, sfociato in un recente protocollo d'intesa siglato con la Fisascat-Cisl rappresentata dal segretario generale nazionale Pierangelo Raineri. Il 16 settembre 2010 in occasione di un seminario della durata di due giorni, proprio sulle nuove disposizioni in materia di conciliazione, arbitrato e certificazione dei rapporti di lavoro, abbiamo potuto confrontare i diversi ruoli che il collegato al lavoro assegna al sindacato dei lavoratori e ai consulenti del lavoro. Il confronto è stato ricco di spunti di reciproco interesse. È stata acclarata la necessità di agire in partenariato per individuare una strada di sviluppo degli strumenti legislativi e contrattuali ai fini di una loro effettiva attivazione. Questi sono gli obiettivi principali del protocollo d'intesa che il dr. Raineri e io abbiamo sottoscritto, rispettivamente per Fisascat Cisl e Ancl-S.u. Siamo convinti che solo con un salto culturale che abbandoni posizioni anacronistiche di retroguardia che ci vogliono storicamente avversi, si possa realizzare lo sviluppo del mercato del lavoro nei termini che il moderno legislatore ha posto. Non solo conciliazione, arbitrato e certificazione dei rapporti, ma anche bilateralità e contrattazione. Ritengo necessario abbandonare la stagione della conflittualità per intraprendere sempre più e con rinnovata forza la stagione della collaborazione sinergica dove ognuno mantiene fermo il proprio ruolo nella stima e nel rispetto reciproco, ma si adopera per il progredire di questo Paese avendo ben presente che gli assetti mondiali che incidono sulla economia mondiale si riflettono sulla economia della singola famiglia. Questi sono i temi sui quali noi sindacati riformisti desideriamo confrontarci e proseguire il percorso intrapreso.

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