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Manager, indeducibilità per l'illecito

del 04/03/2011
di: di Alba Mancini
Manager, indeducibilità per l'illecito
Non sono deducibili i costi e le spese sostenuti dalle società per l'attività illecita degli amministratori.

Per il momento passa dunque il vaglio della Corte costituzionale la norma contenuta nell'articolo 4-bis della legge 537 del 1993 (interventi correttivi (Interventi correttivi di finanza pubblica), aggiunto dal comma 8 dell'art. 2 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello stato - legge finanziaria 2003). Infatti i giudici delle leggi, con l'ordinanza numero 73 del 3 marzo 2011, hanno dichiarato la manifesta inammissibilità della questione sollevata dalla commissione tributaria provinciale di Terni.

In particolare il giudice aveva paventato l'ombra dell'incostituzionalità sulla norma dal momento che, aveva sostenuto, questa «comporta un'ingiustificata disparità di trattamento tra i soggetti che si sono resi responsabili di fatti, atti o attività qualificabili come illecito civile o amministrativo, per i quali i costi e le spese riconducibili a detti fatti, atti o attività sono deducibili, e i soggetti che si sono resi responsabili di fatti, atti o attività qualificabili come reato, per i quali i costi e le spese riconducibili a detti fatti, atti o attività sono invece indeducibili». La norma sospettata di illegittimità prevede infatti che «nella determinazione dei redditi di cui all'articolo 6, comma 1, del Testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, non sono ammessi in deduzione i costi o le spese riconducibili a fatti, atti o attività qualificabili come reato, fatto salvo l'esercizio di diritti costituzionalmente riconosciuti».

Ma la questione posta in questi termini, hanno risposto i giudici di Palazzo della Consulta, è inammissibile. Infatti la ctp non ha considerato che gli avvisi di accertamento oggetto dei giudizi principali riuniti sono stati impugnati, tra l'altro, perché: a) la società ricorrente non potrebbe «essere chiamata a rispondere di reati contestati ai propri amministratori. Insomma i giudici muovono dall'errata interpretazione della suddetta disposizione, secondo cui sarebbe sufficiente, per l'indeducibilità dei costi, che questi siano riconducibili a fatti iscritti nel registro delle notizie di reato.

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