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Enti di mediazione, contabilità ad hoc

del 26/02/2011
di: di Gabriele Ventura
Enti di mediazione, contabilità ad hoc
Il Consiglio nazionale forense fa chiarezza sulle regole fiscali che dovranno seguire gli organismi di conciliazione. Con un parere pro-veritate, messo a punto da Claudio Berliri, che spiega ai Consigli dell'ordine quali siano i trattamenti fiscali della remunerazione dell'attività di mediazione. Secondo il documento, l'imposizione dipende dalla natura giuridica dell'ente: se è autonomo rispetto all'ordine forense è soggetto a Ires e Iva, secondo le specifiche regole. Se invece è lo stesso Consiglio dell'ordine a gestire l'organismo, occorre accedere a una contabilità separata e all'apertura di una partita Iva, relativa all'attività di mediazione. Più problematica, dal punto di vista fiscale, la creazione di un organismo interno al Consiglio dell'ordine senza contabilità separata. Nel dettaglio, il parere si è reso necessario perché numerosi ordini territoriali hanno richiesto al Cnf delucidazioni sulla disciplina da applicare ai rapporti economici legati al funzionamento degli organismi di conciliazione e mediazione, come da dlgs n. 28/2010, che entrerà in vigore il 21 marzo prossimo. Stando al documento, nell'ipotesi in cui gli organismi vengano istituiti quali dipartimenti dell'ordine di appartenenza, e non quindi quali enti autonomi rispetto a quest'ultimo, potrebbero sorgere problematiche sotto diversi profili. «Innanzitutto», spiega Berliri, «si avrebbe un ente non commerciale, l'ordine, che, a mezzo di un suo dipartimento, svolgerebbe attività lucrativa al di là della sua funzione istituzionale. Tale situazione renderebbe necessaria la gestione contabile separata dell'attività di mediazione svolta dal dipartimento organismo di mediazione rispetto a quella istituzionale svolta dall'ordine stesso». «A questi effetti dalla contabilizzazione separata dell'attività svolta dall'organismo istituito quale dipartimento dell'ordine», continua il parere, «dipenderebbe anche la deducibilità dei costi sostenuti per lo svolgimento di detta attività, che altrimenti non potrebbe trovare applicazione. Da ultimo va rilevato che agli effetti dell'Iva la tenuta della contabilità separata è presupposto necessario e sufficiente perché un ente non commerciale, che eserciti attività commerciale, possa detrarre l'Iva assolta sugli acquisti». L'ufficio di presidenza del Cnf proporrà sull'argomento un interpello alla Direzione regionale del Lazio dell'Agenzia delle entrate.

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