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Un premio alle società revisionate

del 23/02/2011
di: Pagina a cura di Cristina Bartelli
Un premio alle società revisionate
UUn sistema premiale per le società revisionate: accanto agli obblighi e ai costi della revisione un meccanismo che protegga dagli accertamenti fiscali e che fornisca una corsia preferenziale per l'accesso al credito delle pmi. È questa la proposta che lancia Claudio Siciliotti, presidente del consiglio dei dottori commercialisti durante un faccia a faccia con Fausto Cosi, presidente di Andaf (associazione direttori amministrativi e finanziari) ieri a Milano durante il 2° forum sul bilancio delle società italiane. Una proposta che raccoglie subito il consenso di Fausto Cosi, presidenti dell'associazione dei direttori finanziari, che però sulla revisione osserva: «L'incremento delle tariffe del collegio sindacale è stato devastante, con aumenti del 40-50% e soprattutto parcelle che stanno creando difficoltà interpretative all'azienda sulla corrispondenza voci-costi».

Domanda. È da un anno che si è in attesa dei decreti attuativi della riforma della revisione (dlgs 39/2010). Si può iniziare a parlare di ritardi? E qual è la situazione della revisione oggi?

Risposta Siciliotti. Siamo ancora alle fasi preliminari, è passato quasi un anno e nessuno dei 21 regolamenti è in dirittura d'arrivo. Sono convinto che sia un passo di civiltà il percorso di un maggior rigore nei conti alla luce di maggiore trasparenza e maggiore affidabilità, se il percorso è di arrivare a un attività più intensa di controllo, nell'ambito anche delle piccole imprese, per quelle assoggettate a controllo credo che questo significhi maggiori costi e non può che essere così. Non è tanto e solo il maggior costo della revisione, il costo del controllo di qualità ci sarà. In una situazione di difficoltosa ripresa non possiamo addossare alle imprese maggiori costi senza che questi costi abbiano un riscontro di valore. E allora la mia visione, per cui cercherò di sollecitare tutti gli interlocutori, è che bisogna immaginare un percorso attraverso il quale l'azienda con i conti revisionati deve avere delle prerogative diverse dalla azienda che i conti revisionati non li ha. Io intravvedo queste prerogative principalmente nell'aspetto fiscale. Una protezione all'attività di accertamento magari anche in cambio di principi di revisione nella sezione fiscale concordati con l'Agenzia delle entrate. Sono anche disponibile a immaginare che ci siano maggiori responsabilità a carico del professionista, perché se io attesto una situazione, e questa situazione si dovesse verificare diversa dalla assicurazione formale, è giusto che ne paghi le conseguenze. È un nodo che bisogna risolvere. Penso che ci debbano anche essere prerogative in più dal punto di vista finanziario e dell'accesso al credito soprattutto. Un'azienda con i conti revisionati dovrebbe avere un rating diverso da un'azienda che i conti revisionati non ha. E anche qui se Abi vuole collaborare con noi nella redazione di una sezione dei principi di revisione dedicata all'esposizione debitoria dell'azienda e valutazione del merito creditizio, siamo pronti a farlo.

Risposta Cosi. Da parte nostra intendiamo porre attenzione su un aspetto preliminare, eccessiva teoria degli organismi di controllo che ci sono, e che stanno lievitando e che comportano una serie di costi finanziari e notevole dispendio di tempo per i nostri operatori. Il nostro cfo sta nel mezzo di questa situazione e si rischia di disperdere energie migliori del nostro lavoro. L'altro argomento è quello dei costi. Gli imprenditori sono sempre meno disponibili a dover sopportare oneri di questo tipo se non c'è un ritorno che da qualche parte deve venire fuori. Mi riferisco anche, creando un'amichevole contrapposizione con i dottori commercialisti, all'incremento delle tariffe per il collegio sindacale che è devastante. Si parla di incrementi nell'ordine del 40-50% e c'è una difficoltà interpretativa notevolissima. Arrivano delle parcelle che ci vuole un professionista per controllare se la parcella va bene e poi chi la fa in un modo, chi in un altro. Tornando alla revisione sono d'accordo con la posizione dei dottori commercialisti sull'opportunità per le aziende di poter beneficiare di qualche ritorno nell'investimento fatto su questa strada. Il tema delle verifiche fiscali mi sembrerebbe un tema di primario interesse perché oggettivamente se tutte le procedure sono state controllate da professionisti che mettono delle firme e connesse responsabilità non puoi starmi dentro l'azienda per dei mesi per controllare tutto l'impianto contabile. Sul credito anche noi, come Andaf, stiamo elaborando un principio semplificativo per l'accesso al credito.

D. La qualità di informazione di bilancio è cresciuta o deve ancora migliorare?

Risposta Cosi. Sono stati fatti passi in avanti, una maggiore attenzione da parte di tutti gli organi di controllo. Gli scandali del passato hanno contribuito a migliorare la trasparenza societaria. C'è stato un miglioramento medio e l'imprenditore deve capire che aprirsi è importante in un nuovo rapporto con il sistema creditizio. Le banche non vogliono farsi prendere in giro, sono disposte a dare una mano se dall'altra parte c'è un atteggiamento diverso, più trasparente e diretto.

Risposta Siciliotti. La qualità del bilancio passa attraverso la qualità del soggetto che lo forma e controlla. Io credo che dobbiamo considerare il professionista sempre più da responsabile verso il cliente a responsabile del cliente e questo credo sia una maturazione che dobbiamo immaginare.

D. In che stato di salute sono i bilanci 2010?

Risposta Cosi. Il 2010 un po' meglio del 2009. Mediamente c'è qualche miglioramento. Nel 2009 calo ricavi, calo ebitda e del 40% dell'utile netto e cash flow. Dati pesanti. Il picco più basso fine 2008 e primo semestre 2009. C'è forte preoccupazione per il livello di indebitamento medio delle imprese. Il timore grande è l'avvio dell'inflazione con un possibile aumento dei tassi.

Risposta Siciliotti. Io non ho dati dissimili, per certi aspetti diventerà più interessante analizzare i bilanci 2010 per vedere chi è riuscito a risalire di più.

Risposta Cosi. Chi esporta e chi ha fatto affari con il Far east si è salvato.

Risposta Siciliotti. Considerazione giusta, per quello che mi riguarda novembre 2009 il punto più basso, da lì si è iniziato lievemente a risalire perché risalgono gli ordini. Chi ha una forte propensione internazionale e lavora con economia emergente riesce a venire fuori prima.

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