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Focus su Finanziaria e novità fiscali 2011

del 19/02/2011
di: La Redazione
Focus su Finanziaria e novità fiscali 2011
Un focus su Finanziaria 2011 e ultime novità fiscali. È stato il relatore Gianfranco Costa, esperto di fisco e tributi per il centro Lapet, avantieri, allo Starhotels Michelangelo, a Firenze, a evidenziare ai tributaristi dell'associazione presieduta da Roberto Falcone criticità e vantaggi delle innovazioni introdotte dagli ultimi provvedimenti finanziari del governo.

L'incontro rientra nel calendario di aggiornamento professionale che la Lapet propone ai suoi iscritti per il 2011, consentendo loro la partecipazione gratuita ad eventi nazionali itineranti nei principali centri d'Italia dove ha sede l'associazione, oltre che a corsi e-learning.

Costa è entrato subito nel vivo della Finanziaria illustrando anche i contenuti della legge di stabilità e del Milleproroghe per il 2011 e dei provvedimenti attuativi della manovra d'estate 2010. «Con la Finanziaria 2011», ha esordito il relatore, «c'è un aggravio di imposte di ben 336 euro nel caso di acquisto di immobili in leasing. Il meccanismo di anticipare le imposte ipotecarie e catastali al primo passaggio di proprietà, dal venditore alla società di leasing comporterà infatti, al momento del riscatto del fabbricato, l'applicazione delle imposte in misura fissa di 168 euro per ognuna delle tre imposte di registro, ipotecaria e catastale».

Altra negatività messa in luce durante il convegno, il fatto che l'ufficio può emettere un avviso di accertamento ai sensi dell'articolo 41-bis del dpr 600/1973 e dell'articolo 54 del dpr 633/1972 a seguito di risposte a questionari e di consegna di documenti. «Infatti», ha spiegato Costa, «la Corte di cassazione, negli ultimi anni, ha sempre preteso che gli accertatori convochino il contribuente in contraddittorio per meglio individuare la capacità contributiva richiesta dall'articolo 53 della Costituzione».

E alla stessa maniera, il relatore Lapet ha contestato il continuo modificare del sistema sanzionatorio. «Basti pensare alla procedura di ravvedimento operoso descritta nell'articolo 13 del decreto legislativo 472/1997», dichiara Costa, «che consente al contribuente di regolarizzare volontariamente la propria posizione debitoria pagando una sanzione ridotta. Con il decreto legge 185/2008 era stata prevista una riduzione delle sanzioni con decorrenza 1° gennaio 2009. Ma tale riduzione è durata due anni e ora si è tornati alle previsioni precedenti alla modifica. Non bisogna però dimenticare», ha precisato Costa, «che il contribuente che ricorre a tale procedura, molto spesso non è solo colui che vuole sottrarsi al pagamento delle imposte ma anche quel soggetto che si trova in temporanee difficoltà finanziare. Il risultato è che con l'aumento delle sanzioni si vanno a colpire i contribuenti onesti che soffrono delle difficoltà nella liquidità e che comunque vogliono contribuire ai servizi pubblici con il pagamento delle imposte».

A proposito di modifiche, durante il convegno sono state passate in rassegna anche le novità in materia di immobili e in modo particolare quelle riguardanti la cessione di immobili abitativi con assoggettamento a Iva: «È stato allungato di un anno il termine per la cessione affinché la stessa sia assoggettata a Iva». Ma per Costa anche questa proroga rappresenta una criticità. «È troppo breve tale prolungamento», ha detto il relatore, «considerata la stagnazione in cui si trova il comparto edile e la grossissima difficoltà a cedere gli immobili. Sarebbe stato utile un atto più coraggioso con una proroga di almeno tre anni oppure l'esclusione dall'obbligo di riversare l'Iva detratta per effetto dell'applicazione dell'articolo 19/bis-2 del dpr 633/1972».

Di particolare importanza per la platea di tributaristi Lapet, l'aspetto relativo agli studi di settore: «Il legislatore continua a modificare i termini entro cui approvare gli appositi questionari. Tuttavia sarebbe più utile, non solo per i professionisti, ma anche per i propri clienti, conoscere per tempo i calcoli, ovvero i risultati».

Il riferimento è stato esplicito alle note metodologiche e al software Gerico. «Non ci interessano», ha stigmatizzato Costa, «i modelli degli studi di settore, ma conoscere i parametri di determinazione dei ricavi attesi».

Più generale, ma ugualmente di grande interesse, il discorso sulla deduzione forfettaria per i distributori stradali di carburanti. In questo caso però, le ultime novità di legge trovano d'accordo l'esperto del centro studi Lapet. «Accogliamo con favore l'agevolazione riservata a questo settore», ha sottolineato il relatore al convegno, «che ha un ristrettissimo margine di guadagno nella vendita di carburanti. Contestiamo invece la previsione secondo la quale questi soggetti devono ricalcolare gli acconti per il 2012 senza tener conto dell'abbattimento concesso. Non si dimentichi che gli imprenditori versano acconti nella misura del 98% delle imposte dovute per l'anno precedente. Un tale ammontare non è da considerare un acconto bensì quasi un saldo».

Altro appunto degno di considerazione durante il convegno, quello legato ai nuovi elenchi Iva. «La previsione per cui è necessario, per i contratti a corrispettivi periodici, di appalto, di fornitura e di somministrazione, fare la somma delle fatture emesse e/o ricevute», ha riferito in chiusura Costa, «risulta essere di difficile gestione all'interno degli studi professionali. Infatti il monitoraggio di ogni singolo appalto è una attività che comporta un notevole aggravio amministrativo con il conseguente incremento dei costi a carico dei clienti dello studio. È oltremodo assurdo che il nuovo elenco non sia fatto indicando il totale delle transazioni fatte con ogni singolo soggetto, ma che, al contrario, si debba riportare operazione per operazione. Forse», ha ironizzato il relatore, «sarebbe stato meglio richiedere l'invio telematico dei registri Iva. Inoltre risulta di difficile applicazione la verifica del superamento della soglia di 3 mila euro, in quanto tale controllo comporterà una sommatoria annuale delle singole fatture emesse e ricevute durante i 12 mesi dell'anno».

Ultimo aspetto, la duplicazione di adempimenti a fronte di operazioni intracomunitarie. «Per le operazioni comunitarie sarà necessario inviare sia l'elenco Intra che l'elenco Iva. Il nuovo elenco coinvolge anche i soggetti esonerati dalla redazione della contabilità erano esclusi anche dall'obbligo di invio degli elenchi clienti e fornitori».

Pamela Giufrè

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