Consulenza o Preventivo Gratuito

Tessere sanitarie, la Zecca non ha il monopolio

del 12/02/2011
di: di Anna Irrera
Tessere sanitarie, la Zecca non ha il monopolio
Tessere sanitarie e del codice fiscale, bacchettata dell'Authority appalti a Sogei. La convenzione tra Sogei spa e l'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (Ipzs), per l'affidamento diretto di 500 mila tessere di codice fiscale e di 30 milioni di kit per tessere sanitarie, ha, infatti, sottratto alla libera concorrenza l'importo complessivo di 3.395.000 euro. Questo è quanto ha rilevato l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (Avcp) in un'apposita delibera, resa nota ieri, con la quale ha censurato la procedura seguita da Sogei nell'affidare impropriamente la fornitura mediante l'in house providing.

Con la deliberazione n. 54 del 6 ottobre 2010 l'Autorità ha preso atto delle segnalazioni contenute in una nota anonima, ricevuta nel febbraio del 2010, nel quale si rilevava il mancato rispetto del codice di contratti pubblici da parte di Sogei Spa in merito alla fornitura delle tessere di codice fiscale e di tessere sanitarie. Secondo quanto riportato in tale nota, il dm 4 agosto 2003, successivamente modificato con il dm 5 marzo 2004 del Mef non contempla le produzioni delle tessere codice fiscale e dei kit per tessere sanitarie, tra quelle per le quali è previsto un monopolio a favore dell'Ipzs. Per contro la Sogei affermava che l'affidamento diretto della fornitura, per un importo pari a pari a 3.395.000,00 euro, doveva essere ricondotto ad un rapporto di in house providing «indiretto». Questo perchè sia Sogei che l'Ipzs sono controllati al 100% dal Mef e svolgono attività «esclusivamente o prevalentemente» rivolte al soddisfacimento di finalità di interesse generale. Ad avviso della Sogei, inoltre, l'affidamento sarebbe avvenuto in base all'art. 19, comma 2, del dlgs n. 163/2006, che esclude dall'applicazione del codice gli appalti pubblici i servizi aggiudicati da un'amministrazione o da un ente ad un'altra amministrazione in base ad un diritto esclusivo di cui esse beneficiano in virtù di disposizioni legislative. La scelta, inoltre, sarebbe stata compatibile con le previsioni di cui all'art. 57, comma 2 del codice dei contratti pubblici, poiché l'Ipzs, per ragioni di natura tecnica ed artistica, era l'unica società sul mercato in grado di fornire il kit richiesto.

Censurando la procedura seguita, l'Autorità ha accertato invece che tra Sogei e Ipzs non si configurano i due principi cardine per l'applicabilità dell' in house providing, ovvero l'esistenza di un potere di controllo da parte del committente nei confronti dell'affidatario e la destinazione prevalente dell'attività della società controllata all'ente controllante. Inoltre, secondo l'Avcp, non trova applicazione l'art. 19 del dlgs. 163/2006, in quanto le tessere sanitarie e le tessere di codice fiscale non sono contemplate nell'elenco tassativo (allegato A all'art. 1 del dm 5 marzo 2004) delle carte valori e degli stampati oggetto di un diritto esclusivo a favore dell'Ipzs. È altresì infondato, si legge nella delibera, il richiamo all'art. 57 del codice dei contratti pubblici poiché risulta indimostrato che non siano presenti operatori economici diversi dall'Ipzs capaci di produrre le tessere in questione.

vota