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Grandi eventi senza arbitro

del 08/02/2011
di: di Andrea Mascolini
Grandi eventi senza arbitro
È legittima la previsione di nullità delle clausole compromissorie relative ai contratti per interventi di protezione civile e grandi eventi. È quanto afferma la Corte costituzionale (ordinanza n. 31/2011 in G.U. del 2 febbraio 2011) in relazione all'articolo 15, comma 3, del dl n. 195/2009, convertito, con modificazioni, in legge n. 26/2010. Si tratta della norma che stabilisce, al fine di assicurare risparmi di spesa, la nullità dei compromessi e delle clausole compromissorie inserite nei contratti stipulati per la realizzazione d'interventi connessi alle dichiarazioni di stato di emergenza e di grande evento e fa salvi i collegi arbitrali presso cui pendono i giudizi per i quali la controversia abbia completato la fase istruttoria al momento dell'entrata in vigore della legge. La questione decisa della Corte, che in via incidentale ha confermato la legittimità costituzionale della norma, era stata posta dal collegio arbitrale di Roma relativamente a una controversia intercorsa fra un'impresa e l'Ufficio del commissario delegato all'emergenza in Calabria e basata su una clausola compromissoria concernente un contratto stipulato nel 2003. Veniva eccepito che la norma, nella sua retroattività, laddove faceva salvi i giudizi che avevano già superato la fase istruttoria, risultava incongrua, illogica, violava il principio del giudice naturale, creava una disparità di trattamento fra le parti degli arbitrati in corso e poteva ritenersi contraria anche al principio comunitario del legittimo affidamento. I giudici costituzionali respingono tutte le eccezioni affermando, tra l'altro, che la rilevante entità dei costi degli arbitrati gravanti sulla p.a. «conferma che la previsione di tale esclusione non appare certamente incongrua e tantomeno manifestamente irragionevole rispetto allo specifico fine del risparmio di spesa esplicitato dalla norma impugnata».

L'ordinanza chiarisce poi che non può esservi nessuna lesione del principio di eguaglianza laddove controversie di uguale natura e oggetto siano assoggettate o meno al divieto di arbitrato a seconda della fase in cui si trova il giudizio al momento dell'intervento del legislatore perchè «costituisce esercizio della discrezionalità del legislatore la scelta (in sé non arbitraria) di collegare l'operatività della clausola di salvezza all'intervenuto completamento della fase istruttoria» e quindi «a un determinato formale stato di avanzamento del giudizio arbitrale».

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