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Iva di gruppo, opzione telematica

del 03/02/2011
di: di Franco Ricca
Iva di gruppo, opzione telematica
Al via l'opzione per l'Iva di gruppo con il debutto del modello telematico. Entro il 16 febbraio, le società controllanti e controllate che intendono avvalersi, per l'anno 2011, della facoltà di consolidare le liquidazioni periodiche in capo al gruppo, devono manifestare l'opzione presentando, da quest'anno per la prima volta per via telematica, l'apposito modello Iva26. L'opzione, valida per il singolo anno solare, deve essere esplicita e non può essere surrogata dal comportamento concludente.

Soggetti interessati. Ai sensi dell'art. 2 del dm 13/12/79, si considerano controllate, ai fini della liquidazione Iva di gruppo, le società di capitali le cui azioni o quote sono possedute per oltre il 50% del capitale, fin dall'inizio dell'anno solare precedente (e dunque, per il 2011, sino dal 1° gennaio 2010), dall'ente o società controllante o da un'altra società da questi controllata secondo gli stessi criteri. La società controllante che risulti, a sua volta, controllata da altra società, può assumere la veste di capogruppo solo se la società che la controlla rinuncia ad avvalersene

Possono partecipare alla procedura dell'Iva di gruppo anche le società residenti in altri paesi comunitari, aventi forme giuridiche equivalenti alle società di capitali dell'ordinamento nazionale, che operino in Italia attraverso una stabile organizzazione, oppure mediante rappresentante fiscale o identificazione diretta.

Il consolidamento delle liquidazioni Iva. La procedura di gruppo comporta che i versamenti dell'Iva, sia periodici che a saldo, sono effettuati, per tutte le società aderenti, soltanto dalla controllante, previa compensazione delle eventuali eccedenze detraibili trasferite dalle partecipanti. La procedura non implica invece alcuna modifica in merito all'autonoma soggettività passiva di ciascuna società, sia nei rapporti interni che nei rapporti con i terzi.

Le eccedenze detraibili trasferite al gruppo che avranno trovato effettiva compensazione con debiti trasferiti al gruppo stesso dovranno essere garantite mediante apposita fideiussione, secondo le indicazioni fornite dalla capogruppo.

Ai sensi dell'art. 8, comma 1, del dpr n. 542/99, i crediti e debiti Iva trasferiti dalle società al gruppo non possono formare oggetto della compensazione di cui al dlgs n. 241/97; sono invece ammessi alla compensazione i crediti risultanti dai prospetti riepilogativi annuali delle dichiarazioni di gruppo prodotti dalla capofila e, sussistendo i presupposti per il rimborso infrannuale, quelli trimestrali risultanti dal modello Tr.

La società controllante è la sola legittimata a chiedere il rimborso dell'eccedenza del gruppo attraverso il prospetto PR della dichiarazione annuale, fermo restando che i presupposti per il diritto al rimborso, incluso quello dell'assenza dello status di «società di comodo», devono sussistere in capo a ciascuna società creditrice cui si riferisce la richiesta.

Intrasferibile il credito iniziale. L'art. 1, comma 63, della legge n. 244/2007, modificando l'art. 73 del dpr 633/72, ha previsto che, agli effetti delle dichiarazioni e dei versamenti Iva del gruppo da parte della società controllante, non si tiene conto delle eccedenze detraibili, risultanti dalle dichiarazioni annuali relative al periodo d'imposta precedente, degli enti e società diversi da quelli per i quali anche in tale periodo l'ente o società controllante si è avvalso della facoltà di liquidazione consolidata. Per dette eccedenze si applicano le disposizioni dell'art. 30. In sostanza, la società che aderisce nel 2011 ad una procedura di liquidazione consolidata alla quale non partecipava nell'anno precedente conserva la disponibilità esclusiva dell'eventuale credito Iva risultante dalla propria dichiarazione annuale per il 2010; tale credito potrà essere chiesto a rimborso, sussistendo i presupposti, o utilizzato in compensazione orizzontale esclusivamente dalla società che ne è titolare, mentre non può essere trasferito al gruppo.

La comunicazione dell'opzione. Come accennato, l'opzione va comunicata utilizzando il modello 26, recentemente aggiornato dall'Agenzia delle entrate con un provvedimento del 6 dicembre 2010. Diversamente dal passato, il modello non va più consegnato direttamente, da parte della società controllante, all'ufficio dell'Agenzia delle entrate competente nei propri confronti, ma dovrà essere trasmesso esclusivamente per via telematica, con le stesse regole previste per la trasmissione delle dichiarazioni tributarie. Conseguentemente, è venuto meno l'obbligo di presentare un esemplare del modello anche ai vari uffici competenti nei confronti delle società interessate. Infine, il nuovo modello dovrà essere utilizzato anche per segnalare, entro 30 giorni, eventuali variazioni, che in passato dovevano essere comunicate con il modello 26-bis.

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