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Maschere, gradini, nozze e bandiere: tutto si può tassare

del 02/02/2011
di: Valerio Stroppa
Maschere, gradini, nozze e bandiere: tutto si può tassare
Dalle imposte esoteriche alle tasse in maschera, passando per la tassa sui gradini, fino alla tassa sull'esposizione della bandiera tricolore. Senza dimenticare un'ampia rassegna di tasse «macabre», che riguardano defunti, feretri e cimiteri, fino al prelievo sui lumini. È quanto emerge dal rapporto «Balzelli d'Italia», elaborato da Confesercenti, che raccoglie cento singolari, e spesso paradossali, tipologie di tributi che gravano su imprese e famiglie (prevalentemente a livello locale). I numeri che emergono sono imponenti. «Gli adempimenti fiscali per il 2011 si traducono in ben 694 scadenze, con costi aggiuntivi per le pmi e un tempo sottratto alla gestione dell'impresa pari a ben 285 ore di lavoro, 60 in più della media Ue», rileva Marco Venturi, presidente della Confederazione. Il dossier sottolinea che complessivamente i contribuenti devono fare i conti con 62.500 norme tributarie, che riguardano letteralmente tutto: divertimenti, mezzi di trasporto, discariche, fogne, ascensori, lampioni, tv, frigoriferi. Perfino i brevetti, mediamente gravati da tre diverse tipologie di tasse.

Ma Confesercenti si sofferma anche sulle cosiddette «paleo-tasse», ossia forme di prelievo datate nel tempo ma tuttora in vigore: si va dall'imposta sulla pubblicità, definita «sconosciuta negli altri Paesi evoluti» all'imposta di bollo sulla raccolta dei funghi, comprendendo anche la concessione governativa per la licenza di caccia e pesca (fino a 170 euro), l'imposta sui cani (da 20 a 50 euro a seconda della taglia) e la tassa di passaggio, il cui esempio più celebre è l'Ecopass nel comune di Milano. Tra le fattispecie più particolari c'è poi lo «ius primae gabellae», ossia la tassa sugli sposi, che consiste nel pagamento di un corrispettivo per poter celebrare il matrimonio in comune (a Roma, per i cittadini non residenti, pari a 200 euro nei weekend e a 150 euro nei giorni feriali).

Una vera e propria pioggia di tasse, poi, si registra nelle bollette delle utenze domestiche: un metro cubo di gas naturale, si legge nel rapporto, ha un costo estrattivo di 2 centesimi, ma al consumatore finale costa 65 centesimi, anche grazie al 43% di imposte. Dati che confermano, chiosa Venturi, che «è giunta l'ora di correre ai ripari riportando entro giusti argini il fiume in piena della spesa, e, di conseguenza, diminuendo la pressione fiscale dal 43,5% al 39,5% in quattro anni».

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