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Con le regole Ue lotta all'evasione più incisiva nel 2011

del 29/01/2011
di: La Redazione
Con le regole Ue lotta all'evasione più incisiva nel 2011
Sarà più efficace la lotta all'evasione fiscale con le regole Ue per il 2011. Ne è convinto il presidente dell'associazione nazionale dei tributaristi Lapet, Roberto Falcone, che approva le nuove misure previste da quest'anno appena cominciato per combattere le frodi e l'evasione fiscale in Europa.

Già alla fine del 2010, Falcone si era dichiarato favorevole alle intese raggiunte all'Ecofin attraverso un accordo mirato ad una maggiore cooperazione fiscale tra pubbliche amministrazioni. Ed ora che le regole sono entrate in vigore dal scorso primo gennaio in modo progressivo, il presidente dei tributaristi conferma la sua posizione. «Queste regole», assicura Roberto Falcone, «faranno cadere il muro del segreto bancario nello scambio di informazioni relative a contribuenti con conti all'estero. L'accordo prevede infatti la possibilità da parte di un Paese di richiedere a un altro la diffusione di dati relativi a una determinata persona, purché il soggetto sia identificato».

In effetti, le nuove disposizioni che rientrano nella direttiva in fase di emanazione in materia di cooperazione internazionale per la lotta all'evasione delle imposte dirette, la quale riscrive la 77/799/Cee, saranno decisamente più fedeli a quanto disposto dall'articolo 26 del modello Ocse. L'organizzazione internazionale degli Stati europei, nata dopo la seconda guerra mondiale, con lo scopo di gestire gli aiuti americani alla ricostruzione, stabiliti dal cosiddetto piano Marshall, ha infatti come obiettivo principale proprio l'integrazione e la cooperazione economica e finanziaria tra i maggiori paesi dell'Occidente. Per questo l'Ocse ha promulgato alcuni modelli di convenzione internazionale che gli Stati possono adottare.

«L'articolo 26 del modello Ocse», sottolinea il presidente della Lapet, «è importantissimo ai fini della lotta all'evasione fiscale perché disciplina lo scambio di informazioni tra le amministrazioni fiscali degli Stati contraenti e prevede che lo Stato di un cittadino contribuente potrà chiedere all'autorità fiscale di un altro Stato se questo cittadino possegga anche fuori dai confini della propria nazione beni patrimoniali, magari non menzionati nella dichiarazione dei redditi. Insomma», prosegue Roberto Falcone, «la lotta Ue all'evasione farà perno sulla reciprocità». Una previsione, questa, che per Falcone è «significativa tanto per lottare in maniera efficace contro l'evasione quanto per consolidare i conti dei bilanci pubblici evitando così di gravare sui cittadini onesti, che pagano regolarmente le tasse».

«Chiaramente», conclude il presidente della Lapet, «perché sia davvero efficace, la lotta all'evasione fiscale europea deve essere supportata da una altrettanto adeguata attenzione a livello nazionale. E ci auguriamo che il nostro governo possa effettivamente procedere in questa direzione, peraltro già avviata, così come ha annunciato all'inizio del nuovo anno facendo l'elenco dei buoni propositi e dichiarando che finora la lotta all'evasione ha fruttato a livello nazionale ben 10miliardi di euro».

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