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Direttiva sul credito al consumo

del 01/09/2010

Direttiva sul credito al consumo

É attualmente al vaglio delle diverse commissioni parlamentari competenti, lo schema di decreto legislativo recante l’attuazione della direttiva 2008/48/CE in cui, inter alia, si prevedono le modifiche anche in materia di intermediari finanziari di cui agli artt. 106, 107 e ss. del TUB. La principale novità è costituita dalla eliminazione della distinzione tra elenco generale (di cui all’art. 106 TUB) ed elenco speciale (di cui all’art. 107 TUB) per riunirli in un unico albo degli intermediari finanziari.
L’intento del legislatore è di mettere ordine, nell’interesse del pubblico e degli stessi operatori più seri e qualificati tra gli oltre mille intermediari finanziari non bancari iscritti nell’elenco dell’articolo 106 del TUB.

Tra i criteri stabiliti dalla legge delega 88/2009, che il Governo deve seguire per esercitare la delega si prevede:

  • la rideterminazione dei requisiti per l’iscrizione degli intermediari, in modo da assicurare l’affidabilità e la correttezza di chi opera nei confronti del pubblico;
  • la previsione di strumenti di controllo più efficaci, modulati anche sulle attività svolte dall’intermediario.
La nuova disciplina prevede delle significative novità per gli intermediari finanziari, che possiamo riassumere:

1. nella restrizione delle attività esercitabili dagli intermediari finanziari (limitate alla concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma nei confronti del pubblico e negoziazione o gestione in valuta);
2. nell’eliminazione della differenziazione tra intermediari non a rischio sistemico iscritti nell’elenco generale di cui all’art. 106 TUB e intermediari a rischio sistemico iscritti nell’elenco speciale di cui all’art. 107 TUB;
3. la previsione di un regime di vigilanza di carattere generale indistintamente su tutti gli intermediari finanziari avente ad oggetto:
a. l’adeguatezza patrimoniale
b. il contenimento del rischio nelle sue diverse configurazioni
c. l’organizzazione amministrativa e contabile
d. i controlli interni
e. l’informativa da rendere al pubblico sui predetti argomenti

In realtà sotto il profilo della vigilanza non è ancora chiaro se vi sarà una vera e propria parificazione tra gli intermediari attualmente iscritti all’interno dell’elenco di cui al 106 TUB e quelli iscritti nell’elenco di cui al 107 TUB.
Il nuovo art. 108 TUB, infatti, afferma che “la Banca d’Italia emana, secondo criteri di proporzionalità avuto riguardo alla complessità operativa, dimensionale e organizzativa degli intermediari, disposizioni di carattere generale aventi ad oggetto(…)".

Anche nel caso in cui il testo finale del Titolo V rimanesse questo, potrebbero, sulla base della disposizione testé citata, essere previste, in sede di normativa d’attuazione, delle differenziazioni in tema vigilanza tra intermediari finanziari di piccole-medie dimensioni e intermediari finanziari di grosse dimensioni.

Sabrina Galbarini, avvocato in Milano
Studio Legale e Tributario La Scala

01/09/2010


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