Consulenza o Preventivo Gratuito

Abiti e gioielli sempre garantiti

del 26/01/2011

Abiti e gioielli sempre garantiti

Il marito deve garantire alla ex moglie abiti firmati e gioielli se durante il matrimonio la coppia ha goduto di un elevato tenore di vita. È quanto sancito dalla Suprema corte di cassazione che, con la sentenza numero 1612 depositata il 24 gennaio 2011, ha respinto il ricorso di un industriale di Brescia che era stato condannato a versare alla moglie 7.500 euro al mese. L'uomo aveva comprato alla ex moglie, cinquantanovenne e casalinga (non più in grado di lavorare per le precarie condizioni di salute) una casa di lusso, un'auto, un'assicurazione sulla salute e contribuiva la mantenimento del figlio non ancora economicamente autosufficiente. Lei aveva contribuito alla crescita professionale del compagno senza mai cercarsi un lavoro. Per questo il tribunale di Brescia e poi la corte d'appello avevano fissato un assegno di mantenimento così elevato. Con motivazioni laconiche la Cassazione lo ha confermato facendo prevalere il principio consolidato secondo cui il tenore di vita goduto dai coniugi in costanza di matrimonio dev'essere garantito da chi è obbligato a versare l'assegno anche dopo la separazione.
Non è ancora tutto. Le motivazioni contengono un altro interessante aspetto sul fronte delle prove che hanno indotto i giudici di merito e poi la Cassazione a confermare la misura dell'assegno così alto. Infatti a influire sulle valutazioni dei giudici sono stati anche molti articoli di giornale, in particolare della stampa locale, che avevano definito l'industriale come il ‘magnate’ dell'alluminio. Lui ha contestato queste acquisizioni probatorie di fronte alla prima sezione civile della Cassazione ma senza successo. Infatti gli Alti giudici hanno risposto all'obiezione della difesa che “i documenti provenienti dai terzi, pur non essendo dotati di una piena efficacia probatoria, possono offrire elementi indiziari utili, in concorso con altre risultanze probatorie, a integrare fondamento della decisione, e il cui apprezzamento è pertanto affidato alla valutazione discrezionale del giudice di merito, insindacabile in sede di legittimità”.
Anche la Procura generale della Cassazione, nell'udienza tenutasi al Palazzaccio lo scorso 19 ottobre, aveva chiesto al Collegio della prima sezione civile di confermare la decisione sul mantenimento e quindi di dichiarare l'inammissibilità del ricorso del marito.

news selezionata da ItaliaOggi

vota  
Con l'inserimento dei miei dati dichiaro di aver preso visione ed accettato il Trattamento dei Dati