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Cedolare, al massimo 250 di sconto agli inquilini

del 18/01/2011

Cedolare, al massimo 250 di sconto agli inquilini

Un obolo di qualche centinaia di euro e nulla più. Rischia di essere molto limitato il meccanismo di sconti a favore degli inquilini, portato in dote dalla cedolare secca nella versione riveduta e corretta, finora solo anticipata a voce da Roberto Calderoli nel corso degli incontri informali tenuti la scorsa settimana. Con l'innalzamento dal 20 al 23% dell'aliquota per i contratti a canoni libero, si produrrà, ha spiegato il ministro per la semplificazione, una minore perdita di gettito per l'erario che sarà devoluta a favore degli inquilini e in particolare a quelli con famiglie numerose. Peccato però che allo stato questo surplus di imposizione valga circa 250 milioni di euro. Una cifra che spalmata su un milione di famiglie italiane garantirebbe non più di 250 euro di detrazione all'anno. Troppo poco per dare appeal alla cedolare e realizzare quel “conflitto virtuoso tra inquilino e proprietario” che spinga il primo ad avere interesse alla regolare registrazione del proprio contratto d'affitto. A fare le pulci al nuovo meccanismo di tassazione sostitutiva dei redditi da locazione, che dovrebbe essere presentato oggi da Calderoli nella Bicamerale per il federalismo, ci ha pensato la Fondazione Commercialistitaliani in un dossier. Da cui emergono tutte le contraddizioni della cedolare che non “cambia nulla”per i titolari di redditi più bassi (sotto i 30 mila euro) i quali non avrebbero interesse ad optare per una tassazione più penalizzante rispetto dell'attuale prelievo Irpef (che si applica sull'85% del canone di locazione per gli affitti liberi e sul 60,5% per quelli concordati).
Di qui la proposta di individuare un sistema di deduzioni per gli inquilini che hanno sottoscritto contratti d'affitto per la prima casa e il cui nucleo familiare abbia un reddito non superiore a 30 mila euro. L'idea della Fondazione Commercialistitaliani prevede una deduzione di 1.000 euro che potrebbe salire fino a 1.800 euro per i giovani fino a 35 anni.
La giornata di oggi sarà decisiva per capire quali delle numerose indiscrezioni trapelate in questi giorni saranno recepite nel testo che sarà portato in Bicamerale. Calderoli incontrerà in mattinata il presidente della Commissione, Enrico la Loggia e poi gli uffici di presidenza delle commissioni bilancio di camera e senato. Poi alle 11 inizieranno i lavori a palazzo San Macuto. E al centro dovrebbe esserci la nuova versione del decreto legislativo messa a punto dai tecnici del ministro leghista. Il condizionale è d'obbligo, perché non è escluso che la presentazione possa slittare di un giorno.
Nel nuovo provvedimento dovrebbe trovare posto anche l'attribuzione ai comuni di una percentuale (20%) del gettito dell'imposta di registro, di bollo, delle imposte ipotecaria e catastale, dei tributi speciali catastali e delle tasse ipotecarie. Si dovrebbe inoltre accorciare la durata (da cinque a tre anni) del fondo sperimentale di riequilibrio. La distribuzione del fondo terrà conto del numero dei residenti di ciascun ente. Largo anche a sanzioni più pesanti per l'inadempimento degli obblighi di dichiarazione agli uffici dell'Agenzia del territorio degli immobili e delle variazioni di consistenza o di destinazione degli stessi. Il 50% dell'importo delle sanzioni verrà devoluto al comune in cui è ubicato l'immobile.

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