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I minimi restano senza deduzione

del 01/12/2010

I minimi restano senza deduzione

Nessuna deduzione per i contribuenti minimi del costo di acquisto di un immobile a partire dal 2010: questo per non creare una disparità di trattamento con le regole generali in materia di determinazione del reddito di lavoro autonomo. Le perdite che si generano sino al 2009, invece, possono essere oggetto di riporto nel momento in cui si esce dal regime in questione. Inoltre, l'uscita del bene strumentale dal regime di lavoro autonomo, concorrerà alla formazione del reddito per la plusvalenza o per il valore normale. Sono questi i chiarimenti forniti dall'Agenzia delle entrate con la risoluzione n. 123 di ieri con la quale l'amministrazione finanziaria ha fornito le proprie indicazioni in merito a una casistica riguardante il regime dei contribuenti minimi introdotto con la Finanziaria per il 2008.
Il caso riguardava l'acquisto effettuato nel 2009 di un immobile da adibire a uso ufficio da parte di un contribuente che, come detto, opera nell'ambito del regime dei contribuenti minimi. In virtù del prezzo di acquisto dell'immobile in questione, nella fattispecie veniva superato il limite di euro 15.000,00, previsto per gli acquisti di beni strumentali effettuati nel triennio precedente, con la conseguente uscita, dal 2010, dal predetto regime. La domanda però riguardava gli effetti fiscali conseguenti all'acquisto dell'immobile avvenuto nel 2009.
L'Agenzia delle entrate ha preliminarmente ricordato che con particolare riferimento al superamento della soglia prevista per i beni strumentali il regime dei minimi cessa di avere efficacia ex lege, a partire dal periodo d'imposta successivo a quello in cui il contribuente effettua acquisti di beni strumentali, ivi compresi beni immobili (per un importo che, sommato agli acquisti di beni strumentali dei due anni precedenti, supera l'ammontare complessivo di 15.000 euro intendendo il momento rilevante per l'acquisto quello in cui le operazioni si considerano effettuate ai fini Iva ai sensi dell'art. 6 del dpr 633 del 1972. Come noto, nella determinazione del reddito, i contribuenti minimi operano secondo il principio di cassa e dunque in deroga alle disposizioni previste dal Tuir per la determinazione dei redditi d'impresa e di lavoro autonomo, con delle specifiche regole che trovano applicazione solo per i soggetti che si avvalgono del regime dei minimi. Quindi, sulla base del principio in questione, sia i componenti negativi che quelli positivi partecipano alla formazione del reddito nel periodo d'imposta in cui si verifica la relativa manifestazione finanziaria, ancorché la competenza economica possa essere riferita ad altri periodi d'imposta. Conseguenza è che il costo dei beni strumentali è deducibile dal reddito nell'esercizio in cui è avvenuto il pagamento.
Nel caso di specie, dunque, il componente negativo viene dedotto secondo il principio di cassa con rilevanza integrale del costo per il periodo di imposta 2009 e, laddove per effetto della applicazione di tale principio si generi una perdita, la risoluzione richiama l'articolo 1, comma 108 della legge n. 244 del 2007 in base al quale le perdite "sono computate in diminuzione del reddito conseguito nell'esercizio d'impresa, arte o professione dei periodi d'imposta successivi, ma non oltre il quinto, per l'intero importo che trova capienza in essi. Si applicano, ove ne ricorrano le condizioni, le disposizioni dell'ultimo periodo del comma 3 dell'art. 8 del Testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del presidente della repubblica 22 dicembre 1986, n. 917". Tale principio, secondo l'Agenzia, trova applicazione anche per le perdite fiscali, eventualmente maturate in costanza del regime dei minimi, nell'ipotesi in cui si verifichi la fuoriuscita dal regime stesso. Nello stesso tempo, però, la risoluzione contiene una osservazione di carattere più generale che riguarda le disposizioni contenute nell'articolo 54, comma 2, del Tuir come modificato dalla legge 296 del 2007 nell'ambito del quale la deducibilità del costo di acquisto di un immobile acquistato dal 2010, non è più ammessa . Quindi, secondo l'Agenzia, per ragioni di ordine logico e sistematico e al fine di evitare una ingiustificata disparità di trattamento rispetto al professionista in regime di contabilità ordinaria o semplificata, viene ritenuto che la medesima limitazione trovi applicazione anche per un professionista che rientri nel regime dei minimi. Per conseguenza, il lavoratore autonomo "minimo" non può dedurre per cassa il costo di acquisto di un immobile strumentale acquistato a partire dal 1° gennaio 2010. Viene infine ricordato come la scelta del contribuente di far rientrare l'immobile tra i beni relativi all'attività professionale comporterà che, in caso di successiva eventuale fuoriuscita del bene dalla sfera professionale per effetto di cessione a titolo oneroso o destinazione al consumo personale o familiare o a finalità estranee all'arte o professione, l'intero corrispettivo ovvero l'intero valore normale dell'immobile concorrerà alla formazione del reddito di lavoro autonomo.

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