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Distanze tra edifici: rilevanti tutti gli elementi costruttivi

del 30/11/2010

Distanze tra edifici: rilevanti tutti gli elementi costruttivi

Per il calcolo delle distanze hanno rilievo tutti gli elementi costruttivi, indipendentemente dalla loro funzione: non vanno computate solo le parti di dimensioni ridotte che non pregiudicano la sicurezza. Lo spiega il Consiglio di Stato con la sentenza 7731/2010 che indica come per essere presi in considerazione gli elementi devono presentare i caratteri di solidità, stabilità e immobilizzazione. A meno che le loro dimensioni non siano tanto modeste o puramente decorative da non compromettere la sicurezza, la salubrità e l’igiene dell'edificio.

Il CdS ha specificato che in base al DM 1444/1968, la distanza di 10 metri tra le pareti finestrate di edifici antistanti deve essere calcolata in riferimento a ogni punto del fabbricato, non solo nelle parti che si fronteggiano e a prescindere dal fatto che si trovino o meno in posizione parallela. Per il computo delle distanze non devono essere tenuti in considerazione gli sporti, cioè mensole, lesene, risalti verticali delle parti con funzione decorativa, canalizzazioni di gronde e loro sostegni. Vanno invece tenute presenti le sporgenze di dimensioni maggiori, che possono essere destinate ad ampliare la parte utilizzabile per l'uso abitativo per l'intero fronte dell'edificio.
La sentenza ha anche chiarito cosa si intende per volumi tecnici, destinati esclusivamente agli impianti necessari per l'utilizzo dell'abitazione e che non contribuiscono a formare volumetria perché non possono essere ubicati al suo interno. Devono quindi essere computati nel volume dell’edificio soffitte, stenditoi e sottotetti.

a cura della Redazione

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