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Ricorsi Ctp, professionisti insufficienti

del 24/11/2010

Ricorsi Ctp, professionisti insufficienti

Inammissibile il ricorso alla Ctp contenente la firma del professionista ma non quella del contribuente. Lo ha stabilito la Cassazione che, con la sentenza n. 23763 del 23 novembre 2010, ha respinto il ricorso di una contribuente. La donna ne aveva sostenuto la validità perché l'atto era stato firmato dal professionista che la assisteva. Ma la Ctr della Regione Sicilia aveva respinto.
La Cassazione ha confermato la decisione ricordando che "dalle risultanze processuali emerge che il ricorso introduttivo è stato posto in essere da difensore privo di procura e che alla lacuna non è stato posto rimedio nei termini previsti dalla legge".
La decisione conta un lontano precedente (7186 del 2004) reso nel rito civile e secondo cui “la procura al difensore, mancante della sottoscrizione della parte determina l'inesistenza di tale atto, non dell'atto di citazione, di cui non costituisce requisito essenziale, e pertanto questo è idoneo a introdurre il processo e ad attivare il potere - dovere del giudice di decidere, con la conseguenza che l'atto conclusivo del processo, ossia la sentenza, è nulla per carenza di un presupposto processuale per la valida costituzione del processo”.

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