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Lo studio professionale non obbliga all’Irap

del 17/11/2010

Lo studio professionale non obbliga all’Irap

Il semplice possesso di uno studio da parte di un professionista non è condizione sufficiente per determinare l'assoggettamento all'imposta Irap, in quanto non costituisce automaticamente bene strumentale eccedente il minimo, ma sono i giudici di merito che devono accertare la questione, di volta in volta, in base alle sue caratteristiche di ubicazione e dimensione. Questa la sostanza dell’ordinanza n. 23155 depositata il 16/11/2010 che trae origine dal ricorso per cassazione di un avvocato il quale impugnava la sentenza della Ctr che aveva ritenuto il possesso dello studio di 100 mq. un elemento sufficiente per assoggettare a Irap. La Cassazione, accogliendo il ricorso del contribuente, ha ritenuto giuridicamente errata l'affermazione della Ctr nella parte in cui ha reputato sussistere una pur minima struttura organizzata costituita appunto dal possesso dello studio, distinto dall'abitazione, di 100 mq; ha invece ricordato, che i presupposti dell'Irap siano costituiti dal possesso di beni strumentali eccedenti il minimo indispensabile per l'esercizio della professione, ovvero dall'avvalersi in modo non occasionale di lavoro altrui. Il caso sarà ora all’esame di un'altra sezione della stessa Ctr che dovrà accertare se lo studio, per ubicazione e dimensioni, possa essere considerato valore di bene strumentale minimale.

a cura della Redazione

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