Consulenza o Preventivo Gratuito

Patto Svizzera-Ue sui prodotti Dop e Igp

del 16/11/2010

Patto Svizzera-Ue sui prodotti Dop e Igp

Un altro tassello si aggiunge alla diffusione planetaria di prodotti Dop (a denominazione d'origine protetta) e Igp (a indicazione geografica protetta). Dopo Colombia e Cina, anche la Svizzera, mercato non da poco, ha siglato con l'Unione europea un accordo per il reciproco riconoscimento delle indicazioni geografiche agroalimentari. Il patto, che garantisce protezione reciproca dei prodotti agricoli e alimentari, ora è in attesa del via libera definitivo di consiglio e parlamento Ue. Sotto il suo ombrello bilaterale ricadono tutti i prodotti registrati fino al 15 settembre 2009; cioè le 800 indicazioni geografiche (Ig) registrate dall'Ue prima di quella data, più venti prodotti registrati in Svizzera. L'intesa non è l'unica di questo genere tra Svizzera e Unione. Anzi, si aggiunge a un patto di protezione reciproca di vini e i liquori in vigore dal giugno 2002. I due accordi, però, sono complementari. Insieme costituiscono un quadro di riconoscimento reciproco dell'intera gamma di indicazione geografiche del commercio agricolo. Tra i venti prodotti svizzeri riconosciuti dall'Unione spiccano la spezia Munder Safran Aoc, i formaggi Gruyère Aoc, la Raclette du Valais Aoc, la Tête de Moine Aoc, Vacherin Fribourgeois Aoc, gli ortofrutticoli Poire à Botzi Aoc, Cardon épineux genevois Aoc, i prodotti a base di carne Saucisse d'Ajoie Igp, Saucisson Vaudois Igp, Viande Séchée du Valais Igp e il prodotto da forno Pain de Seigle Valaisan Aoc. Per Paolo De Castro, presidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo e della Fondazione Qualivita, questi riconoscimenti del sistema europeo delle denominazioni in Colombia, Cina e Svizzera “non garantiscono solo i prodotti cinesi, svizzeri o colombiani nel mercato Ue, ma soprattutto garantiscono i prodotti Dop, Igp e Stg europei nei mercati cinese, svizzero e colombiano”. E il segretario generale Qualivita, Mauro Rosati, avverte: “L'Italia da questi accordi esce rafforzata. Con il riconoscimento delle denominazioni in mercati come quello svizzero e cinese, finora preclusi, si potrà incrementare l'export agroalimentare”.

news selezionata da ItaliaOggi

vota  
Con l'inserimento dei miei dati dichiaro di aver preso visione ed accettato il Trattamento dei Dati