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Alla guida banditi i farmaci alternativi

del 11/11/2010

Alla guida banditi i farmaci alternativi

L'abuso di farmaci fitoterapici in soluzione alcolica comporta la possibilità di incorrere nel reato di guida in stato di ebbrezza. Lo ha confermato la Corte di cassazione, sez. II civ., con la sentenza n. 38121 del 27 ottobre 2010.
Un utente stradale in cura per disturbi ansiosi ha richiesto al medico di sostituire i tradizionali psicofarmaci con medicinali fitoterapici in soluzione alcolica al 70%. All'esito di un controllo di polizia conseguente ad un incidente l'autista in cura è però risultato in stato di ebbrezza riportando una concentrazione alcolica nel sangue pari a 0,89 g/l. Contro la conseguente sentenza di condanna per guida alterata dall'alcol l'interessato ha proposto ricorso in appello e poi in cassazione ma senza risultato.
La composizione alcolica dei medicinali ingeriti era conosciuta all'autista che peraltro ha negligentemente proceduto nella condotta di guida alterata. Per questo motivo, conclude la sentenza, “neanche la finalità terapeutica dell'ingestione di farmaci, in costanza della predetta consapevolezza della loro composizione alcolica, consente di elidere l'antigiuridicità della condotta, attesa la natura meramente colposa del reato contravvenzionale contestato”.

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