Consulenza o Preventivo Gratuito

Pagamenti in nero non evitano l'Irpef

del 10/11/2010

Pagamenti in nero non evitano l'Irpef

Legittimo l'accertamento della maggior Irpef basato sulla vendita a un'azienda le cui verifiche sulla contabilità fanno presumere il versamento in nero di parte del prezzo. È salva la prova contraria da parte del contribuente.
Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con l'ordinanza n. 22793 del 9 novembre 2010, ha accolto il secondo motivo di ricorso presentato dall'amministrazione finanziaria. In un passaggio chiave in fondo alle brevi motivazioni Piazza Cavour chiarisce infatti che "la presunzione che un bene sia venduto al valore di mercato e quindi a quello accertato ai fini dell'imposta di registro, non è vinta dal rilievo che l'acquisto sia stato fatto da persone giuridiche, ben potendo queste, come quelle fisiche, pagare in nero il maggior prezzo rispetto a quello dichiarato nell'atto notarile; non può infatti assurgere al valore di presunzione contraria quella di insussistente veridicità delle scritture contabili". Nel chiarire questi aspetti la sezione tributaria ha inoltre ribadito un consolidato principio di diritto secondo cui "in tema plusvalenze patrimoniali di un'impresa, l'amministrazione finanziaria è legittimata a procedere in via induttiva all'accertamento della plusvalenza di cessione di un bene sulla base dell'accertamento di valore effettuato in sede di applicazione dell'imposta di registro, ed è onere probatorio del contribuente superare tale presunzione di corrispondenza tra il corrispettivo della cessione del bene, o il suo valore venale nelle ipotesi di destinazione a finalità estranee, e il valore accertato definitivamente in sede di applicazione dell'imposta di registro". Il caso riguarda un accertamento Irpef notificato a un contribuente di Busto Arsizio che aveva venduto un terreno a una società. A quanto si apprende in sentenza sembra che il bilancio delle società potesse far pensare a un prezzo superiore rispetto a quello dichiarato. Per questo l'ufficio imposte, secondo cui si era realizzata una plusvalenza non dichiarata, aveva spiccato avviso di accertamento Irpef e Ilor. Il contribuente lo aveva impugnato e in secondo grado aveva vinto. Poi il ricorso in Cassazione che ha ribaltato l'epilogo.

news selezionata da ItaliaOggi

vota  
Inserendo i miei dati accetto le Condizioni d'uso e il trattamento dati
Voglio ricevere le newsletter di Axélero S.p.A. come specificato nel paragrafo 2b
Voglio ricevere le newsletter di società terze come specificato nel paragrafo 2c
SULLO STESSO ARGOMENTO
A Milano il fisco si paga a rate

del 16/07/2010

Secondo i dati della società che dal 2006 si occupa della riscossione delle imposte per conto dello...

I Dottori commercialisti e la nuova tariffa unificata

del 16/07/2010

Ieri il Consiglio di Stato ha dato parere positivo sulla nuova tariffa unificata dei dottori comme...

Aumenta il compenso dei 730

del 13/09/2010

Il compenso per Caf e professionisti per ogni dichiarazione elaborata e trasmessa per l'attività svo...