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Casa, agevolazioni di ferro

del 10/11/2010

Casa, agevolazioni di ferro

La misura della superficie attribuita catastalmente, che indichi un valore superiore ai duecentoquaranta metri, non è motivo sufficiente per legittimare la revoca delle agevolazioni richieste per l'acquisto della prima casa; i dati rappresentativi, infatti, sono quelli previsti dall'articolo 6 del dm 2 agosto 1969 che necessitano di una perizia tecnica eseguita direttamente sul posto. Sono le conclusioni cui è giunta la Commissione tributaria provinciale di Frosinone nella sentenza n. 183/3/10, depositata in segreteria il 5 novembre scorso. Dall'esame del fascicolo processuale, si rileva come i giudici provinciali abbiano tratto le conclusioni dall'applicazione dell'interrogazione parlamentare a risposta scritta n. 4/02514 del 25 maggio 2010; in questo atto, viene richiesto al governo di riferire quali siano le modalità di determinazione della superficie utile ai fini dell'agevolazioni previste per l'acquisto della prima casa; quale sia la normativa di riferimento per calcolare questa superficie utile e quale valore sia da attribuire alle risultanze catastali. La risposta del ministro recita in questo modo: "L'ordinamento tributario prevede un regime agevolato per l'acquisto della prima casa, riconoscendo l'applicazione di aliquote ridotte ai fini dell'imposta di registro e dell'Iva; tale modulazione di aliquote varia in relazione ai soggetti parti della compravendita, cioè a seconda che il soggetto venditore sia o meno un soggetto con partita Iva, ma, in ogni caso, il regime agevolato è sempre escluso se l'immobile oggetto della compravendita è considerato “di lusso”. In particolare, sia la tabella A, parte seconda, n. 21, allegata al decreto del Presidente della Repubblica n. 633 del 1972, per quanto riguarda l'Iva, che la tariffa, parte prima, n. 1, allegata al decreto del presidente della repubblica n. 131 del 1986, per l'imposta di registro, nel disciplinare le fattispecie agevolative fanno espresso riferimento ai criteri previsti, per le case di abitazione non di lusso, dal decreto del ministro per i lavori pubblici 2 agosto 1969". "Del resto", aggiunge il Collegio provinciale, "nemmeno il notaio, conscio della superficie catastale, in sede di stipula dell'atto notarile ha disconosciuto "a possibilità di godere delle agevolazioni". In conclusione, la legge n. 168 del 1982, che ha introdotto nell'ordinamento il regime agevolato per l'acquisto della prima casa, ha previsto che i benefici competano per il trasferimento di fabbricati o porzioni di fabbricato destinati ad abitazione non di lusso secondo i criteri di cui all'articolo 13 della legge 2 luglio 1949, n. 408, e successive modificazioni, pertanto i dati catastali non sono rappresentativi per denegare l'agevolazione.

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