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La ricongiunzione dei contributi solo a pagamento

del 08/11/2010

La ricongiunzione dei contributi solo a pagamento

Spostare la contribuzione da un fondo di previdenza a un altro non può più essere gratis. È questo il succo della corposa circolare Inps n. 142/20010, con la quale l'ente interviene per illustrare le novità in materia di ricongiunzioni introdotte dalla manovra correttiva della scorsa estate (legge n. 122/2010).
Di cosa si tratta. La ricongiunzione nel fondo pensioni dei lavoratori dipendenti dei periodi assicurativi maturati in gestioni alternative dell'assicurazione generale obbligatoria (Ago) e/o nelle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, artigiani, commercianti, coltivatori diretti, disciplinata dall'art. 1 della legge n. 29/1979, si rivolge ai lavoratori dipendenti che siano stati iscritti presso altre forme obbligatorie di previdenza riconoscendo loro la facoltà, ai fini del diritto e della misura di una unica pensione, di chiedere, in qualsiasi momento, la ricongiunzione di tutti i periodi di contribuzione presso le sopracitate forme previdenziali. Detta facoltà può essere esercitata se il lavoratore può far valere periodi di contribuzione (che non siano già stati utilizzati per la liquidazione di una pensione) in almeno due delle suddette forme pensionistiche:

  • un periodo di iscrizione nel Fondo per lavoratori dipendenti (Fpld) e un periodo di iscrizione in una gestione alternativa;
  • due periodi di iscrizione in due diverse gestioni alternative;
  • un periodo di iscrizione nel Fpld e un periodo di iscrizione in una delle gestioni speciali per lavoratori autonomi;
  • un periodo di iscrizione in una gestione alternativa e un periodo di iscrizione in una delle gestioni speciali per lavoratori autonomi.

Per effettuare la ricongiunzione nel Fpld (ex art. 1 della legge n. 29/1979) non è richiesta l'iscrizione in atto alla data della relativa domanda, né è previsto un requisito contributivo minimo ma è comunque condizione necessaria che il lavoratore sia titolare di contribuzione in almeno due gestioni pensionistiche diverse. Qualora l'operazione di ricongiunzione debba comprendere anche periodi di lavoro autonomo è ulteriormente richiesto che nel periodo intercorrente fra la domanda di ricongiunzione e l'ultima contribuzione da lavoro autonomo siano stati maturati almeno 5 anni di contribuzione in una o più gestioni dei lavoratori dipendenti. Sino al 30 giugno 2010 la ricongiunzione nel Fpld dei periodi contributivi maturati in ordinamenti pensionistici alternativi dell'Ago avveniva senza oneri per il richiedente: esisteva solo l'obbligo a carico delle predette gestioni di trasferire nel Fpld la contribuzione relativa ai periodi ricongiunti, maggiorata di interessi al tasso annuo del 4,50%. Era invece onerosa per il lavoratore l'operazione che riguardava periodi contributivi provenienti dalle gestioni autonome, artigiani, commercianti e coltivatori diretti: la relativa copertura finanziaria era costituita, in tale ipotesi, dall'ammontare dei contributi e relativi interessi accreditati dalle gestioni di provenienza e dalle somme dovute a carico del richiedente, determinate secondo le disposizioni in vigore alla data della domanda.
Passaggio oneroso. In seguito a quanto stabilito dall'art. 12, comma 12 septies, della legge n. 122/2010, dal 1° luglio 2010 la ricongiunzione nel Fpld avverrà sempre a titolo oneroso, qualunque sia la gestione di provenienza dei periodi interessati e a prescindere dalla natura dell'attività (subordinata o autonoma) alla quale si riferiscono i relativi contributi. Pertanto, coloro che a decorrere dal 1° luglio 2010 si avvalgano della facoltà di cui all'articolo 1 della legge n. 29/1979 sono tenuti al versamento di una somma pari al 50% della differenza fra l'importo dell'onere di ricongiunzione, calcolato secondo i criteri attualmente vigenti, e l'ammontare dei contributi e degli interessi trasferiti dagli ordinamenti interessati. Nello specifico, sottolinea la circolare, l'onere di ricongiunzione deve essere determinato in relazione alla collocazione temporale dei periodi ricongiunti e alla loro valutazione ai fini pensionistici. In altri termini, i periodi che rientreranno nel calcolo retributivo della futura pensione danno luogo a un onere quantificato in termini di riserva matematica, determinata sulla quota di pensione corrispondente al periodo ricongiunto (ex art. 2, comma 4, del dlgs n. 184/1997). I periodi oggetto di ricongiunzione che rientreranno nel calcolo contributivo della futura pensione danno invece luogo a un onere determinato secondo i criteri (fissati dal comma 5 del medesimo articolo 2), sulla base della retribuzione di riferimento e dell'aliquota contributiva Ivs vigente alla data di presentazione della relativa domanda.
Inps e Enpals. Eccezione alla regola per chi può far valere contributi Inps e Enpals (l'ente di previdenza della spettacolo). I rapporti intercorrenti tra l'Ago e l'assicurazione obbligatoria Ivs gestita dall'Enpals, restano disciplinati dall'articolo 16 del dpr n. 1420/1971, norma che riconosce ai lavoratori il diritto a una sola prestazione pensionistica mediante trasferimento dei contributi all'ente a cui compete la liquidazione della pensione. Tutto come prima, dunque.
Statali e parastatali. Il già citato art. 12 della legge n. 122/2010 (commi 12 octies, 12 novies e 12 undecies) è intervenuto peraltro ad abrogare le norme che disciplinavano le operazioni di trasferimento della contribuzione maturata in vari ordinamenti pensionistici, con conseguente costituzione delle posizioni assicurative nel Fpld dell'Ago. In particolare, è stata abrogata la legge n. 322/1958 che disponeva la costituzione della posizione assicurativa presso l'Inps (praticamente il trasferimento gratuito della contribuzione presso l'Inps) in favore dei dipendenti pubblici (iscritti all'Inpdap) cessati dal servizio senza diritto a pensione. Con lo stop alla legge n. 322 del 1958 si è inteso bloccare l'espediente cui sarebbero ricorse numero dipendenti della p.a., costrette ora ad andare in pensione di vecchiaia a 65 anni di età. La precedente normativa consentiva infatti di superare l'ostacolo dimettendosi il mese precedente il compimento dei 60 anni, in maniera di passare (gratis) la posizione presso l'Inps e chiedere a quest'ultimo ente la pensione di vecchiaia senza aspettare il 65° compleanno.

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