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In crescita il riciclo dei rifiuti

del 29/10/2010

In crescita il riciclo dei rifiuti

Anche il settore del riciclo dei rifiuti ha risentito della crisi economica: a fine 2009 si è registrata una consistente flessione dei quantitativi trattati, pari al 24,7%. Tuttavia, dall'analisi di tutti i sei principali flussi di materiali (rottami ferrosi, alluminio, carta, legno, plastica, vetro), è emerso anche che, fatta eccezione per l'alluminio, tutti gli ambiti hanno visto aumentare le percentuali di riciclo sull'immesso al consumo. Nel caso della carta e dell'acciaio ci si è avvicinati all'80%. Sono i principali risultati della ricerca 'L'Italia del riciclo', quest'anno promossa da Fise Unire (associazione di Confindustria che rappresenta le aziende del recupero rifiuti) e dalla Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, presentata ieri in un convegno a Roma.
La ricerca ha messo in luce fra l'altro una novità: il decollo del sistema di gestione a norma Ue dei ‘Raee’, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, la cui raccolta nel 2009 ha fatto registrare una forte crescita. In particolare: nel 2008, il totale raccolto ammontava a 126 mila tonnellate, mentre l'anno scorso si è toccato quota 193 mila tonnellate.
Il rapporto sul riciclo ha preso in esame 15 filiere: carta, vetro, plastica, gomma e pneumatici fuori uso, legno, alluminio, acciaio, Raee, pile e accumulatori, oli minerali esausti, oli e grassi vegetali ed animali esausti, frazione organica, rifiuti inerti da costruzione e demolizione, tessile, veicoli fuori uso.
Anche in un periodo di crisi economica”, ha sottolineato Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo Sviluppo sostenibile, “un settore cruciale della green economy come quello del riciclo dei rifiuti non solo regge, ma riesce a fare passi in avanti significativi”.
Nonostante la contrazione della produzione e della domanda interna”, ha commentato anche Corrado Scapino, presidente di Unire, “le raccolte sono in crescita e i tassi di riciclo (già elevati) si avvicinano sempre più ai picchi di eccellenza europei. Per poter compiere quel salto di qualità, le aziende devono vedere affiancati i propri sforzi da un reale impegno del governo per un sistema efficiente sotto diversi aspetti: quello della concorrenza nel mercato e quello della semplificazione delle norme e delle procedure”.

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