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CO.CO.CO./ I chiarimenti dell'Inps sull'una tantum

del 27/10/2010

CO.CO.CO./ I chiarimenti dell'Inps sull'una tantum

Per anno di riferimento, ai fini della verifica del requisito contributivo per il diritto all'una tantum, va considerato l'anno durante il quale è cessato il rapporto di collaborazione o di lavoro a progetto. Ad esempio, se il rapporto è cessato il 20 gennaio 2010 va considerato solo l'anno 2010 ai fini della verifica dell'accredito di una mensilità di contributi alla gestione separata posto a condizione per il diritto all'una tantum, senza possibilità di risalire a periodi pregressi (cioè ai 12 mesi precedenti). È quanto precisa l'Inps, tra l'altro, nel messaggio n. 26236/2010.
Una tantum. I chiarimenti riguardano la speciale indennità una tantum sperimentale per collaboratori coordinati e continuativi introdotta dal dl n. 185/2008 e poi prorogata dalla legge n. 191/2009 per gli anni 2009-2011. L'indennità è una misura a tutela del reddito, di cui sono destinatari i soggetti iscritti in via esclusiva alla gestione separata (quindi con aliquota 25,72% nel 2009 e 26,72% nel 2010) che siano in possesso di taluni requisiti e condizioni previste dalla normativa.
Le questioni. Alcune sedi territoriali hanno chiesto all'Inps di sapere se il concetto di anno di riferimento, nell'ambito del quale considerare il prescritto requisito contributivo, debba essere inteso quale anno solare nel quale è venuto meno il rapporto di lavoro, ovvero i 12 mesi precedenti la data della stessa cessazione. In secondo luogo, hanno chiesto chiarimenti in relazione alla valutabilità, ai fini della stessa prestazione una tantum, della contribuzione figurativa derivante da periodi per i quali è stata corrisposta l'indennità di maternità.
I chiarimenti. Riguardo alla prima questione l'Inps spiega che per anno di riferimento deve intendersi quello nel quale si è verificato l'evento del fine lavoro, rilevabile dalle comunicazioni obbligatorie che il committente è tenuto a inviare nei casi di cessazione del rapporto di lavoro (vale a dire la Co). Di conseguenza, precisa l'Inps, è necessario che il soggetto richiedente (il collaboratore che ha perso lavoro) possa vantare, integralmente nell'anno solare di riferimento (a esempio 2009 oppure 2010), il richiesto accredito contributivo presso la gestione separata, senza che possa risalirsi, ai predetti fini, a periodi pregressi. In altre parole, è escluso il riferimento ai 12 mesi precedenti la data della cessazione del rapporto di lavoro che configura comunque un anno, ma a partire dalla data di cessazione del lavoro.
Relativamente alla seconda questione, l'Inps spiega che, ai fini del raggiungimento dei requisiti contributivi per il diritto all'indennità una tantum, si può considerare utile l'eventuale contribuzione figurativa derivante da periodi per i quali sia stata corrisposta l'indennità di maternità. Ciò, precisa l'istituto, in analogia a quanto previsto (articolo 12 del dpr n. 818/1957) ai fini del riconoscimento dell'indennità ordinaria di disoccupazione, la cui ratio non sembra dissimile da quella sottesa alla prestazione a favore dei lavoratori parasubordinati.

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