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Soci amministratori di srl e doppia contribuzione

del 26/10/2010

Soci amministratori di srl e doppia contribuzione

Il presente articolo vuole soffermarsi su uno dei punti più interessanti nonché controversi toccati dalla Manovra correttiva 2010, D.L. 31 maggio 2010 n. 78/2010, convertito in L. 122/2010 (GU: 30 luglio 2010 n. 176) al fine di illustrare i chiarimenti in merito al tema della doppia contribuzione dei lavoratori autonomi.
In particolare, l’attenzione si focalizza sull’art 12, comma 11 del D.L. in oggetto il quale ha cercato di dare una soluzione alla vexata quaestio della doppia contribuzione dei soci amministratori di srl. Appare opportuno fare un po’ d’ordine sulla spinosa questione.

La natura del problema
La questione riguarda i rapporti tra soci di società e l’INPS. In particolare, il problema interessa i soci amministratori che, nell’espletamento delle loro funzioni, si sono visti costretti all’iscrizione alla Gestione separata ai sensi dell’art. 2 comma 26 della L. n. 335/1995, con il conseguente assoggettamento a contribuzione dei redditi incassati durante lo svolgimento di tale attività.
Nel momento in cui il socio/amministratore svolgere anche un’attività lavorativa all’interno della società, tale soggetto si vede costretto anche all’iscrizione alla Gestione commercianti (INPS/IVS). Pertanto, tali soggetti hanno chiesto di non essere costretti ad una sostanziale duplicazione della propria posizione previdenziale.

La soluzione adottata ante D.L. 78/2010
La diatriba tra INPS e soci amministratori sembrava avere trovato una soluzione.
Già con la L. n 662/1996, art. 1 comma 208, si era, infatti, giunti alla conclusione secondo cui i soci amministratori che esercitano contemporaneamente, anche in un’unica impresa, “...varie attività autonome assoggettabili a diverse forme di assicurazione obbligatoria per invalidità, vecchiaia, e superstiti, sono iscritti nell’assicurazione prevista per l’attività alla quale gli stessi dedicano personalmente la loro opera professionale in misura prevalente...”. Il tutto sembrava lasciare all’INPS la valutazione finale di quale fosse tale attività prevalente, stabilendo però il principio di massima che l’iscrizione fosse dovuta solo ad una delle posizioni previdenziali (Gestione separata o Gestione Artigiani e Commercianti). Tale interpretazione ha comunque generato un forte contenzioso con l’INPS poiché l’Istituto ha di fatto sempre applicato il principio della doppia contribuzione.

Sul punto, intervengono le SU della Cassazione, con sentenza n. 3240 del 12 febbraio 2010, stabilendo che, nell’ipotesi specifica di svolgimento della doppia attività all’interno dell’impresa commerciale, deve intendersi come obbligatoria l’iscrizione previdenziale per la sola attività esercitata con prevalenza. La finalità perseguita dalle SU è, proprio, quella di evitare una doppia contribuzione a carico di colui che, oltre all’attività di socio, eserciti altre attività di natura autonoma all’interno della medesima società.
Quindi, la Corte di Cassazione ha escluso che i soci di una s.r.l., i quali prestino attività lavorativa per la società commerciale e, al contempo, esercitino attività di amministratore a favore della medesima società, siano assoggettati all’obbligo di duplice iscrizione (e conseguente contribuzione) alla Gestione IVS Commercianti e alla Gestione Separata.
Ed infatti, secondo la Suprema Corte “la fattispecie in fatto del socio della s.r.l. che effettivamente lavora per la società commerciale e che nel contempo ricava altri redditi dall’attività di lavoro autonomo di amministratore prestato a favore della medesima società di cui è socio (oppure di altre) si presta ad essere sussunta nella previsione di cui al comma 208 con applicazione del principio della prevalenza, e quindi di unica iscrizione … In questi casi va dunque individuata quale sia l’attività che il soggetto spiega in via prevalente e, sulla base di essa, va individuata la gestione cui effettuare l’iscrizione, che sarà l’unica cui il soggetto sarà tenuto”.

La nuova norma interpretativa ora in vigore: manovra 2010
La Manovra 2010, ribalta completamente questo orientamento giurisprudenziale confermando nel caso specifico, con una norma di interpretazione autentica, la duplicità di iscrizione e contribuzione.
Infatti, il D.L. all’art. 12 comma 11, offre una diversa interpretazione dell’art. 1, comma 208 n. 662/1996 stabilendo che “le attività autonome, per le quali opera il principio di assoggettamento all'assicurazione prevista per l'attività prevalente, continuano ad essere quelle esercitate in forma d'impresa dai commercianti, dagli artigiani e dai coltivatori diretti, i quali verranno iscritti in una delle corrispondenti gestioni dell'Inps. Restano, pertanto, esclusi dall’applicazione di tale norma i rapporti di lavoro per i quali è obbligatoriamente prevista l’iscrizione alla Gestione separata Inps” (art. 2. comma 26 della L. 335/1995).
Pertanto, il D.L. 78/2010, diversamente da quanto affermato dalle SU, sostiene che il giudizio di prevalenza di cui all’art. 1, comma 208 della Legge n. 662/1996 riguardi le sole “attività autonome” ossia quelle attività esercitate in forma d’impresa dai commercianti, artigiani e coltivatori diretti iscritti ad una delle gestioni corrispondenti dell’Inps, precisando che restano esclusi dall’applicazione del comma 208 i “rapporti di lavoro” per i quali è obbligatoriamente prevista l’iscrizione alla gestione previdenziale c.d. separata (quella degli amministratori).

Secondo la nuova norma, gli amministratori che svolgano nel contempo anche attività commerciale, per i quali l’iscrizione all’Inps è obbligatoria ai sensi dell’art. 2, comma 26 L. 335/1995, sono tenuti, dunque, alla duplice iscrizione alla Gestione Separata e alla Gestione IVS Commercianti.

Numerose sono le questioni che la norma pone all’interprete. La più rilevante è se la previsione normativa sia da intendersi come un‘interpretazione autentica tout court e, quindi, abbia carattere retroattivo trovando applicazione con riferimento ai pregressi periodi contributivi, oppure se si tratti, invece, di una modifica normativa (di carattere sostanziale), aggiungendo al principio della prevalenza vigente in precedenza, il quid novi dell’ammissibilità dell’iscrizione alle due gestioni per il socio amministratore, con conseguente applicazione della norma relativamente ai soli periodi contributivi successivi all’entrata in vigore del Decreto Legge n. 78/2010 e, quindi, ai periodi contributivi successivi al 31 maggio 2010.
E’ evidente che la scelta tra l’una e l’altra tesi non è priva di rilievo: anzi, il riconoscimento del carattere retroattivo dell’art. 12, comma 11 del D.L. n. 78/2010 metterebbe in discussione tutti i ricorsi già presentati dai contribuenti interessati e tutte le sentenze non ancora passate in giudicato facendo venir meno ogni ulteriore indagine in ordine alla prevalenza o meno della relativa attività.

Avv. Luca Failla
Ordine degli Avvocati di Milano
LABLAW – Studio Legale Failla, Rotondi & Partners

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