Consulenza o Preventivo Gratuito

Un codice fiscale con il bollino

del 15/10/2010

Un codice fiscale con il bollino

Codice fiscale con il bollino per i contribuenti. È in dirittura d'arrivo il provvedimento che dà attuazione all'articolo 38 comma 6 del d 78/2010, sull'accesso libero, sul sito dell'Agenzia delle entrate, per la verifica della correttezza del codice fiscale e delle informazioni anagrafiche che lo compongono. Non solo. L'Agenzia è al lavoro per ultimare una procedura telematica che consentirà di implementare la richiesta del codice fiscale dei soggetti non residenti nel caso aprano o chiudano un rapporto continuativo. E questi sono alcuni degli scenari emersi ieri durante l'incontro organizzato dall'osservatorio fiscale e contabile della Sda Bocconi dal tema "Comunicazioni di dati finanziari all'anagrafe tributaria: adempimenti e dubbi ricorrenti". Un incontro di studio dove con l'aiuto di esponenti dell'amministrazione si è tentato di sciogliere i nodi del rapporto di comunicazione pressocché costante tra gli intermediari e il fisco.
Codice fiscale non residenti. Dal primo giugno è entrata in vigore la disposizione dell'articolo 34 del dl 78/2010 che richiede il codice fiscale delle società non residenti che aprano un rapporto continuativo. A far drizzare le antenne dell'amministrazione finanziaria nel corso del tempo sono stati fenomeni rilevanti di persone giuridiche che aprono una sede formale nelle zone di confine e che poi aprono rapporti con le banche italiane. Arriva dunque lo screnning che l'Agenzia richiede attraverso una procedura telematica che implementa quella esistente per l'Archivio rapporti, il record 4, che avrà il doppio vantaggio di far comunicare il codice fiscale ma anche il rapporto creato. Attualmente comunque, è emerso dall'esperienza degli intermediari che non tutti comunicano le informazioni con il codice fiscale, complice il fatto che l'anagrafe tributaria sul punto non genera un errore bloccante e di fatto accetta l'invio errato.
Codice fiscale doc. Una verifica diretta, un sì e un no, per la corrispondenza di dati anagrafici e di codice fiscale con i dati dell'anagrafe tributaria. L'attuazione con una schermata on-line potrebbe arrivare già per fine ottobre. La correttezza del dato in questo caso arriva direttamente dal fisco. Ma la manovra, all'articolo 38, non ha previsto solo questa innovazione gli enti pubblici e altri soggetti qualificati che lavorano con l'Agenzia delle entrate, ad esempio gli intermediari finanziari e le banche, potranno vedere attivare a breve un canale d'accesso riservato dove con le informazioni anche non complete ricaveranno la corrispondenza tra codice fiscale e anagrafica del cliente. Una verifica però che sarà soggetta ad apposite convenzioni tra i soggetti interessati e l'amministrazione finanziaria.
Archivio rapporti. Buone notizie potrebbero arrivare a breve per gli operatori che ogni mese comunicano all'archivio rapporti di non avere nulla da comunicare. Proprio la comunicazione della non comunicazione, vista come un adempimento pesante per gli operatori, ma la cui omissione può comportare sanzioni, potrebbe molto presto andare in pensione. Rassicurazioni sulla semplificazione sono state fornite durante l'incontro di ieri. Ma accanto alla riduzione degli invii è arrivata anche la conferma che potrà a breve partire una nuova stagione di controlli mirati proprio sulla completezza e correttezza degli invii all'archivio.
Codici Cvs e codici dell'Agenzia. Le causali Cvs che Banca d'Italia ha abrogato, per l'Agenzia delle entrate sono ancora valide, come ha confermato la circolare 45 sul monitoraggio. Il segnale di warning ricavabile da questi codici per gli 007 del fisco è molto importante ai fini del contrasto alle false residenze. Per queste ragioni tra Abi e Agenzia delle entrate sono in corso incontri per trovare il modo di semplificare il meccanismo delle causali magari procedendo come si è fatto per i codici Ateco. Per tutto il 2010 non dovrebbe mutuare nulla mentre le novità potranno arrivare a partire dal primo gennaio 2011.
Black list. Operatori in attesa della circolare con i chiarimenti per l'invio delle comunicazioni a partire dal due novembre prossimo. Circolare che dovrebbe arrivare al massimo la prossima settimana e in cui sembra delinearsi sempre più (si veda ItaliaOggi del 22/09/2010) l'orientamento che vede le black list senza particolarismi per il monitoraggio delle operazioni Iva: se il paese del cliente/fornitore è compreso nel dm del 4/5/1999 oppure in quello del 21/11/2001, perché si realizza il presupposto territoriale della comunicazione. Nella circolare potrebbe trovare soluzione anche il nodo di chi fa operazioni esenti e se e in che modo vanno incluse le operazioni imponibili.
Comunicazioni sopra i tremila euro. Per le comunicazioni telematiche si sta delineando il perimetro in cui potrebbe muoversi l'adempimento. Al momento sono ancora tutte sul tappeto le tre ipotesi su cosa è oggetto dell'operazione: solo operazioni di cessioni, operazioni di cessioni e acquisti, e operazioni di cessioni e acquisti e privati. Si potrebbe, se si scegliesse la terza ipotesi, prevedere un avvio in due tempi per il mondo partite Iva e per il mondo dei privati per cui, (si veda ItaliaOggi del 21/09/2010) l'adempimento scatterebbe per una soglia più alta, magari i 5 mila euro. Ma come si monitorerà il privato? L'ipotesi che viene spontanea a Michele Lenotti, partner dello studio tributario Deiure è quella "di uno scontrino parlante generalizzato".
Anche se in questo caso si potrebbe creare un effetto molto forte da parte della banca che si trova a dover mandare le operazioni di tutti i loro clienti anche le operazioni finanziarie superiori ai 5 mila euro superando nei fatti anche le comunicazioni dell'archivio rapporti.

news selezionata da ItaliaOggi

vota  
Inserendo i miei dati accetto le Condizioni d'uso e il trattamento dati
Voglio ricevere le newsletter di Axélero S.p.A. come specificato nel paragrafo 2b
Voglio ricevere le newsletter di società terze come specificato nel paragrafo 2c