Oramai, il cosiddetto "decreto milleproroghe" ha ricevuto il via libera per la conversione in legge. Vediamo in dettaglio le sue misure, partendo naturalmente da quelle che, a breve, entreranno di colpo nella vita quotidiana di cittadini e imprese.
Equitalia
A breve, sarà riaperta la possibilità di rateizzare le cartelle emesse dall'ente di riscossione Equitalia. Tale facoltà, già concessa nel 2014, dovrebbe accompagnare i contribuenti nel nuovo anno.
Si rimandano i lettori a un prossimo post in merito, comunque, dal momento che comunicazioni precise non sono state ancora diramate. Al momento, come dichiarato ufficialmente, si sa solo che la possibilità di rateizzazione riguarderà anche le imprese che per i motivi più disparati hanno perso questo beneficio lo scorso anno.
La proroga novella dovrebbe terminare il prossimo 31 luglio; come già avvenuto in passato, inoltre, non “dovrebbero” essere previste ulteriori proroghe. Il condizionale è d’obbligo, come dimostra quest’ultimo provvedimento, dal momento che modifiche in questa direzione sono comunque frequenti.
È prevista, inoltre, la conferma della decadenza dal beneficio della rateizzazione per i soggetti che non onoreranno il pagamento di due rate, anche se non consecutive.
Regime dei minimi
Tasto bollente: nessuna modifica in vista per gli aderenti al regime agevolato per le nuove partite IVA, il famigerato sistema dei "minimi". L'aliquota forfettaria applicata rimane pari al 5%. Anche i requisiti di permanenza nel regime agevolato (che prevede una soglia massima dei ricavi pari a 30.000 euro), inoltre, non cambiano.
Contributi INPS per le partite IVA
Dietro front rispetto a quanto annunciato nei mesi scorsi, su questo versante: anche per il 2015 l'aliquota contributiva per le partite IVA iscritte alla gestione separata dell'INPS continuerà a essere del 27,72%. È stato previsto un aumento percentuale di un punto per il 2016 ed il 2017, però. L’innalzamento toccherà quota 29,72%, cioè un punto in meno di quanto invece era stato previsto per il 2015.
Sfratti
Il Governo, inizialmente, sembrava orientato nella direzione opposta. Di colpo, invece, è stata concessa una breve proroga di quattro mesi per l'esecuzione degli sfratti.
Secondo voci di corridoio, si tratterebbe in ogni caso di una misura non risolutiva per quanto rappresenti concretamente la concessione di tempo maggiore per la ricerca di una nuova abitazione. La norma non sarà applicata in automatico a tutti i casi di sfratto: sarà il giudice a determinare, di volta in volta, l'applicabilità della stessa al caso specifico. I centoventi giorni di proroga, infine, scattano a partire dall'effettiva entrata in vigore della norma.
