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Ispezioni della Guardia di Finanza no limits

del 28/01/2015

Ispezioni della Guardia di Finanza no limits

Le ispezioni della Guardia di Finanza hanno sì un arco temporale prefissato, ma possono anche estendersi a periodi non inizialmente previsti. E' il principio espresso dalla Corte di Cassazione, che - chiamata in causa da una richiesta dell'Agenzia delle Entrate - ha pronunciato la sentenza n°992 del 21 gennaio scorso.

Ricordiamo che da Statuto, quando il contribuente - che può essere un privato cittadino o il titolare di un'attività imprenditoriale - è sottoposto a un qualsiasi accertamento da parte della Guardia di Finanza, deve essere preventivamente avvisato dell'arco temporale che interesserà l'ispezione specifica. Secondo la Cassazione, tuttavia, in fase di accertamento non è vietato che le verifiche si estendano a periodi temporali non preventivamente fissati.

La sentenza, in particolare, riguarda la vicenda di un commerciante, vistosi recapitare un invito al contraddittorio con la stessa Agenzia delle Entrate, dopo essere stato sottoposto a un controllo da parte della Guardia di Finanza. Per la verifica erano stati individuati due periodi specifici (l'anno 1998 e il 2001 nel caso trattato), ma gli agenti in sede di controllo avevano deciso di estendere le verifiche anche all'anno 2000, nonostante il periodo fosse diverso da quelli previsti e sebbene l'interessato non fosse presente durante l'accertamento e fosse pertanto ignaro dell'estensione del controllo stesso.

Il commerciante aveva quindi deciso di presentare un ricorso, ritenendo illegittimo l'atteggiamento della Guardia di Finanza. E in un primo momento la giustizia gli aveva dato ragione, annullando di conseguenza l'accertamento e tutti gli atti conseguenti. A sovvertire la decisione è arrivata invece la sentenza della Corte di Cassazione, che ha dichiarato legittimo il comportamento della Guardia di Finanza durante l'attività ispettiva e, nello specifico, l'estensione temporale dei controlli, in quanto conseguente a una prima comunicazione, effettuata regolarmente. La Corte ha poi aggiunto che l'estensione del controllo non avrebbe portato a risultati diversi rispetto a quelli conseguibili con le verifiche sui primi periodi temporali individuati, e non avrebbe quindi apportato alcun danno al cittadino sottoposto ai controlli. Senza contare che il commerciante aveva già risposto al questionario recapitatogli dopo il controllo, legittimando di fatto in questo modo il controllo stesso. Il caso del commerciante è molto specifico, ma si può estendere anche ad altre tipologie di controlli e di accertamenti.

Ricordiamo che, in caso di ispezione della Guardia di Finanza, è sempre possibile presentare qualsiasi documento che attesti il legittimo comportamento fiscale del contribuente, il quale ha diritto a rivolgersi in qualsiasi momento alle sedi territoriali dell'Agenzia delle Entrate per la discussione dei casi specifici.

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