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Niente insegnante di sostegno? A pagare è il MIUR

del 24/11/2014

Niente insegnante di sostegno? A pagare è il MIUR

La riduzione delle ore di sostegno per gli alunni con disabilità più o meno grave dovuta al taglio delle risorse da parte del Ministero della Pubblica Istruzione è un danno. A dirlo è il Tar Siciliano che, inoltre, lo ha anche quantificato economicamente: 1.000 euro a studente per ogni mese senza l'adeguato supporto formativo.

La terza sezione del Tribunale Amministrativo Regionale siciliano ha infatti condannato lo stesso Ministero ritenendolo responsabile di non aver ottemperato all’obbligo di erogare il servizio dell’insegnante di sostegno a favore di un alunno disabile. Con la sentenza 2909/2014 il Tar siciliano ha dunque sancito che la famiglia deve essere risarcita di 1.000 euro per ogni mese di scuola frequentato da ragazzo bisognoso di sostegno senza l’insegnante dedicato. A sollevare il caso sono stati i genitori di un bambino affetto da una grave disabilità.

Il TAR ha inoltre stabilito un principio importante che costituisce un precedente giuridico che potrà essere applicato anche per altri casi simili: salvo una differente approvazione da parte del sistema scolastico centrale, ogni alunno che lo necessità ha diritto alla presenza di un insegnante di sostegno per il numero di ore individuato dal piano scolastico personale redatto dalla scuola di appartenenza. Questo significa che il MIUR è responsabile della presenza di un insegnante di sostegno e, nel caso non sia in grado di garantire tale diritto, dovrà risarcire la famiglia del giovane a cui è stata negata l'assistenza necessaria, proprio com'è successo per il bambino siciliano. Gli interventi di supporto all'apprendimento sono stati riconosciuti dai giudici fondamentali per garantire la parità di trattamento degli alunni affetti da disabilità rispetto agli altri studenti.

Per quanto riguarda il caso specifico, il Ministero dell'Istruzione oltre a risarcire lo studente di 1.000 euro per ogni mese in cui è stato privato dell'insegnante di sostegno e dovrà continuare a farlo per tutti i mesi a venire finché non verrà ripristinata la figura necessaria. La sentenza siciliana, pur riguardando un caso specifico, acquista una rilevanza nazionale perché la carenza della figura degli insegnanti di sostegno è una piaga che affligge tutto il Paese. Con un pronunciamento di questo tipo, oggi, chiunque si senta privato di un diritto come quello dell'insegnante di sostegno potrà rivolgersi ad un avocato che valuterà gli estremi per un eventuale ricorso ai rispettivi tribunali amministrativi regionali. Più volte, infatti, le associazioni di categoria che rappresentano gli insegnanti hanno denunciato i dannosi tagli apportati dal Ministero che fanno venire meno il diritto allo studio ribadito, tra l'altro, dallo stesso Tribunale siciliano.

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