Consulenza o Preventivo Gratuito

Trasporto di merci: la forma scritta conviene sempre

del 04/10/2010

Trasporto di merci: la forma scritta conviene sempre

Accade ancora con una certa frequenza che, nel mondo dei contratti di trasporto, si stipulino accordi sulla base di intese verbali senza ricorrere alla forma scritta. Occorre chiedersi, quindi, anche alla luce della complessa normativa nazionale ed internazionale, se il contratto di trasporto stipulato oralmente sia un contratto valido e, soprattutto, se costituisca una forma alla quale è conveniente ricorrere per evitare di trovarsi prigionieri di rigorosi formalismi e di complicati termini spesso in lingua inglese.
Il contratto di trasporto di cose ha, salvo una sola eccezione, natura consensuale per cui, sulla base delle disposizioni generali in materia di contratti (art.1326 cod.civ.) si perfeziona nel momento in cui il proponente viene a conoscenza della accettazione della controparte e non quando viene materialmente consegnata la merce. L’unica eccezione alla consensualità del contratto è rappresentata dalla C.O.T.I.F. (Convenzione sui trasporti ferroviari internazionali) i cui contratti hanno natura reale perché si perfezionano nel momento in cui la ferrovia di partenza ha preso in consegna ed ha accettato i beni destinati al trasporto (art.11.1).
Quanto alla forma, in nessuna modalità è oggi prevista la forma scritta ab substantiam per cui il contratto può essere stipulato anche oralmente.
L’interpretazione prevalente della giurisprudenza era nel senso di non attribuire alla forma scritta il valore di elemento essenziale del contratto neppure alla luce di quanto prevedeva l’art.26 ultimo comma della Legge 6/06/1974 n.298 che sanciva testualmente che “al momento della conclusione del contratto di autotrasporto di cose per conto di terzi, a cura di chi effettua il trasporto, sono annotati nella copia del contratto di trasporto….pena la nullità del contratto stesso, i dati relativi agli estremi dell’attestazione di iscrizione all’Albo e dell’autorizzazione al trasporto di cose per conto di terzi”. In effetti questa norma veniva interpretata nel senso di ritenere nullo solo quel contratto di trasporto che – redatto per iscritto – non contenesse gli elementi richiamati, ma non era idonea ad escludere la possibilità che il contratto venisse concluso anche in forma non scritta. In altre parole: se era scritto, doveva contenere quegli elementi, altrimenti poteva essere concluso oralmente.
La questione è stata poi definitivamente superata dal d.lgs.286/2005 che ha sancito la non obbligatorietà della forma scritta.
Gli elementi essenziali del contratto sono desumibili infatti sia dai documenti di trasporto di volta in volta compilati, sia dalle condizioni economiche praticate.
Se da un lato, tuttavia, la forma scritta è facoltativa e non obbligatoria, dall’altro è attraverso la forma scritta che possono chiarirsi preventivamente tutti gli aspetti più delicati del contratto di trasporto e dei rapporti tra committente, vettore e trasportatore e per alleggerire il meccanismo di accertamento delle responsabilità del committente. Tra questi, assume importanza fondamentale il meccanismo di solidarietà tra vettore e committente in caso di violazione alle disposizioni sulla circolazione stradale e sulla sicurezza sociale. Come detto infatti la nuova disciplina prevede il principio della responsabilità condivisa tra i vari soggetti che intervengono nella filiera del trasporto: proprietario delle merci, committenti, caricatore e vettore.
In assenza del contratto in forma scritta, il committente (cioè l'Azienda che vende la merce e affida il trasporto) ha l'onere della prova di non aver fornito al vettore istruzioni contrarie alle norme di sicurezza prova che potrebbe essere impossibile in caso di contratto stipulato oralmente, con ogni conseguenza del caso.

Avv. Simone Scelsa - Avvocato in Milano
ACCMS STUDIO LEGALE

vota  
Con l'inserimento dei miei dati dichiaro di aver preso visione ed accettato il Trattamento dei Dati