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Documentazione antimafia, nuove norme

del 04/11/2014

Documentazione antimafia, nuove norme

La notizia sembra positiva e a sostegno delle imprese oneste: la documentazione antimafia subirà una serie di semplificazioni.  Nell'intenzione degli estensori dei provvedimenti, esse dovrebbero favorire il celere svolgimento delle pratiche previste per le imprese interessate.

Al momento, la norma in vigore prevede che la documentazione antimafia debba essere presentata non solo per il proprietario dell'attività imprenditoriale, ma anche per tutti i suoi familiari. Tale obbligo decadrà, almeno in parte: saranno tenuti alla presentazione delle dichiarazioni solo i familiari maggiorenni residenti in Italia. Cade, ad esempio, l'obbligo per i figli che risiedono all'estero e per i minori conviventi.

Il provvedimento sarà in vigore a tutti gli effetti a partire dal prossimo 26 novembre.

In aggiunta, la documentazione presentata potrà essere utilizzata anche per provvedimenti diversi ma che riguardano le stesse persone, nell'ottica dello snellimento delle pratiche burocratiche da assolvere.

Le altre novità 

Le nuove disposizioni, pur prevedendo controlli più efficaci volti a scongiurare l'attività delle imprese che non rispettano l'obbligo di presentazione della documentazione, semplificano al contempo l'emissione della documentazione in questione, con procedure specifiche per i casi in cui essa abbia carattere d'urgenza.

Anche la competenza territoriale è stata semplificata: responsabile del rilascio di tutta la documentazione sarà esclusivamente la prefettura competente per il luogo in cui si esercita l'attività imprenditoriale.

Un ulteriore aspetto della semplificazione è l'istituzione di una banca dati nazionali relativa alla documentazione antimafia. Essa, dopo un breve periodo di rodaggio, dovrebbe essere subito pronta per l'effettiva entrata in vigore.

Quando è necessario il certificato e quando invece non serve?

Ci sono diversi casi che prevedono l'obbligo di presentazione del certificato antimafia. In particolare, esso è obbligatorio per ogni attività che riguarda la stipula, l'approvazione e l'autorizzazione di contratti con tutti gli enti pubblici e il rilascio di concessioni di ogni tipo da parte degli enti stessi.

La produzione del certificato non è invece obbligatoria quando i rapporti descritti siano tra due o più enti pubblici. Inoltre, non è richiesto certificato nel caso in cui un soggetto privato stringe un rapporto con un ente pubblico per il quale devono essere verificati preventivamente "particolari requisiti di onorabilità tali da escludere la sussistenza di una delle cause di sospensione, di decadenza o di divieto previste dall’art. 10 legge 575/1965", ovvero nei casi in cui siano previste ulteriori verifiche preventive che rendono quindi superfluo il certificato.

Infine, il certificato non è previsto per le imprese individuali che esercitano attività di artigianato o per tutte le attività che non corrispondono alla forma di impresa.

In conclusione, ben vengano le novità che fanno coincidere la parola “semplicità” con quella “legalità”.

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