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Corte dei Conti boccia D. Salva Roma

del 24/03/2014

La Corte dei Conti ha bocciato il decreto “Salva Roma” in quanto i Comuni in dissesto o pre-dissesto, potrebbero ripresentare il piano di riequilibrio finanziario già bocciato dalla sezione di controllo della Corte. La Corte dei Conti critica facoltà di presentare nuovamente un piano di riequilibrio (precedentemente bocciato) con "un miglioramento" o la "facoltà di ricorrere alla procedura di riequilibrio anche nell'imminenza della dichiarazione di dissesto".

L’esempio è il Comune di Napoli che aveva presentato il piano di riequilibrio finanziario, ricevendo una bocciatura motivata dal fatto che il piano risultava in larga misura basato su cessioni immobiliari dalle quali si sperava nel rientro nelle casse comunali di 730 milioni di euro. Nei cinque anni precedenti alle presentazione del piano, diversi tentativi di vendita dei beni immobili comunali erano falliti o comunque avevano portato alle casse degli introiti molto bassi, portando alla bocciatura del piano. Secondo il decreto cosiddetto “Salva Roma”, in una situazione analoga, un comune potrebbe quindi ripresentare il piano entro il termine di 90 giorni dal primo rifiuto. L’unica richiesta formulata nel decreto è che il piano ripresentato mostri un "miglioramento" nel bilancio corrente dell'ente. Un miglioramento non inteso alla stregua di un comportamento virtuoso da parte dell’ente, ma coincidente con una mera contrazione dello squilibrio registrato. In sostanza, verrebbe cancellato il potere di controllo della Corte dei Conti.


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