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Giovani imprenditori, il futuro dell'Italia

del 06/11/2013

Giovani imprenditori, il futuro dell'Italia

Mai come in questi ultimi anni, le cattive notizie ci sono piovute addosso ogni giorno. Oltre allo stato di crisi economica costante, alla pressione fiscale in rialzo senza sosta e all’aumento dei prezzi, in continua impennata rispetto a stipendi e pensioni immobili, gli indicatori economici che hanno colpito maggiormente osservatori specializzati e opinione pubblica sono stati quelli relativi alla difficilissima situazione dei giovani italiani.

Una luce confortante, però, appare all’orizzonte e, strano a dirsi, arriva proprio dal mondo giovanile: le imprese avviate da under 35, le cosiddette “imprese young”, sono arrivate a rappresentare in Italia il 33% delle imprese nascenti nazionali.

Cervelli in fuga e Cervelli…in casa

Ecco i numeri della speranza. Delle 296.008 imprese nate da Gennaio a Settembre 2013, oltre 100.000 – pari al 33,9% - sono state pensate e volute da giovani under 35.

Insomma: una vera e propria sorpresa. Una ventata di ossigeno e fiducia. Uno scorcio di ripresa proveniente da ragazzi che, in modo ancora più sorprendente, anziché seguire l’ondata di coetanei che scelgono di lasciare il Paese, si ingegnano per restare in Italia. E lo fanno, cosa lodevolissima, per creare impresa, cioè possibilità di sviluppo economico e posti di lavoro.

Qualcosa si muove, allora. La notizia porta novità e prospettive positive a un comparto imprenditoriale nazionale forse troppo paralizzato dalle annate della crisi e dalla situazione di totale ristagno nel quale sembra restare l’intero sistema economico.

Andando a fondo nei numeri, le sorprese continuano. Per una volta, è il Sud a dare l’esempio. Ben il 38,5% delle imprese “Young” sono state attivate proprio al Sud d’Italia. 36.608 nuove attività imprenditoriali in soli nove mesi. Finalmente qualche record che non ci metta in coda alle statistiche europee. Finalmente il Sud a guidare le prospettive del futuro nazionale.

I settori più “young”

I settori di rilievo di queste neo imprese sono soprattutto quello delle costruzioni, del commercio e dei servizi di ristorazione. Proprio quest’ultimo, in controtendenza, si conferma in notevole slancio.

Scandagliando ancora, si scopre che la tipologia d’impresa più sviluppata è quella individuale, la forma più semplificata per iniziare. Questo, purtroppo, rappresenta anche un elemento di fragilità: solo il 15,6% sul totale delle neo imprese aperte da under 35 sono società di capitale.

Ma non bisogna disperare. Giovani neolaureati e anche ragazzi senza titolo accademico credono ancora fortemente all’imprenditoria nazionale e vogliono restare in Italia, nonostante la crisi e le proiezioni ancora in negativo sul futuro.

Un esempio per tutti. Imprenditori e no. Perché spesso si esce dai problemi con la forza delle idee e la capacità di mettersi in gioco. In bocca al lupo, giovani imprenditori: la ripresa parte da voi!

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