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Il Piano di Governo del Territorio

del 08/07/2010

Il Piano di Governo del Territorio

Il PGT è uno strumento di nuova generazione che va a sostituire i precedenti e più conosciuti PRG (Piano Regolatore Generale). Esso si caratterizza per essere più dinamico del PRG, poiché dovrebbe far fronte tempestivamente ai mutamenti della realtà e delle esigenze del territorio e dei cittadini che vi risiedono. Nel suo insieme il PGT definisce lo scenario territoriale condiviso dalla comunità, la quale, anche attraverso i suoi attori pubblici e privati, diviene essa stessa attuatrice dello sviluppo. Il Piano determina conseguentemente adeguate politiche di intervento per le varie funzioni, ne verifica la sostenibilità ambientale e la coerenza paesaggistica con le previsioni di sviluppo dimostrandone la compatibilità relazionandole al quadro delle risorse economiche che il territorio può realistica-mente attivare.

La redazione del PGT prevede un’articolazione complessa, e i tre elementi che ‘contemporanea-mente’ lo costituiscono sono:

  • Il Documento di Piano
  • Il Piano dei Servizi
  • Il Piano delle Regole

Il Documento di Piano è lo strumento più politico del PGT in quanto con esso le Amministrazioni sono tenute e chiamate ad esplicitare le strategie, gli obiettivi e le azioni attraverso cui perseguire un quadro complessivo di sviluppo socio-economico e infrastrutturale della comunità locale. Valutazione che deve considerare le risorse ambientali, paesaggistiche e culturali a disposizione quali elementi essenziali in un’ottica di tutela e di valorizzare. Si tratta di uno strumento che ha validità per 5 anni, e che in pratica coincide con la durata del man-dato dei Sindaci. Il Documento di Piano non è rinnovabile.�Il che significa che ogni 5 anni le amministrazione elette dovranno ri-valutare la strategia ed even-tualmente individuare nuovi obiettivi (di sviluppo territoriale, crescita o riqualificazione urbana e sociale) più urgenti per le comunità locali in ragione delle necessità dell’attualità e delle risorse e-conomiche disponibili o attivabili.

Il Piano dei Servizi, è la componente più nobile del PGT, in quanto cura l’armonizzazione tra gli in-sediamenti funzionali (residenziali, produttivi, commerciali, ecc) con il sistema dei servizi e delle attrezzature pubbliche o di uso pubblico e i cittadini. In pratica il Piano dei Servizi si occupa di quella parte della città, che gli urbanisti definiscono la ‘Città Pubblica’, chiamata ad assolvere i bi-sogni delle persone, come una sorta di “Walfare Locale”. Per questa ragione analizza sia la domanda sia l’offerta dei servizi erogati valutandone la quantità, l’accessibilità e soprattutto la qualità. Il campo di indagine spazia pertanto dal funzionamento di scuole, servizi sanitari e assistenziali, bi-blioteche, lo sport e il tempo libero, mobilità e parcheggi, le attività culturali e giunge, nei casi più virtuosi, ad occuparsi dei servizi immateriali, ovvero che si svolgono anche senza l’esistenza di un edificio ad esso adibito (ad esempio l’assistenza domiciliar agli anziani). Il Piano dei Servizi preve-de quindi sia se e quanto sono prioritari investimenti per realizzare anche le nuove opere oppure se invece destinare risorse, sovente mancanti, alla manutenzione dei servizi esistenti.

I Piano delle Regole si occupa infine degli aspetti regolamentari nonché degli elementi di quantità e di qualità che debbono possedere gli edifici della città e del territorio. Non a caso il fine del Piano delle Regole è quello di sviluppare e riqualificare la città esistente e quindi, sia nei nuclei più antichi (i centri storici) dove la qualità è presente ma anche nella città contemporanea, dove invece spesso è assente. In tal senso indirizza i progettisti (architetti, ingegneri e geometri) ad interpretare la volontà dei committenti con il rispetto dei i contesti urbani nella ricerca della qualità urbana. Questo strumento, che fissa i parametri edilizi negli interventi di sostituzione e costruzione degli e-difici privati, così come il Piano dei Servizi, che invece stabilisce i criteri negli interventi edilizi che hanno ricadute pubbliche, non hanno una scadenza temporale ma possono essere in qualunque mo-mento modificati e sostituiti.

Giorgio Lazzaro, avvocato in Milano

12/07/2010

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