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Pubblicità sui social network e privacy

del 26/08/2013

Al giorno d’oggi, l’identità personale di ognuno di noi si completa, al di là dell’esistenza reale, con i profili aperti su Facebook o i vari social network a disposizione.

Ma se aumentano gli spazi in cui ci muoviamo “in prima persona”, aumenta anche il rischio di esporre i nostri dati personali a violazioni. Ad esempio: ricevere continuamente pubblicità sul nostro profilo FB o Twitter è una violazione della privacy?

A detta del Garante, se l’utente ha cliccato “Mi Piace” sulla pagina del brand di turno, può ricevere regolarmente comunicazioni pubblicitarie da parte dell’azienda. Nessuna violazione, dunque, lo scrive nero su bianco lo stesso Garante, autore di recente di alcune interessanti precisazioni incentrate sul fenomeno dello spam pubblicitario sulla rete.

Stando alle sue disposizioni, infatti, l’invio di messaggi promozionali e offerte commerciali è lecito esclusivamente nel momento in cui l’utente (il potenziale cliente) ha fornito il suo consenso preventivo. Si noti bene: il consenso, oltre ad essere esplicito, deve essere anche fornito in modo volontario, informato e debitamente certificato con sottoscrizione di un atto scritto.

Ciò significa che, nella nostra era digitale, tale consenso si intende concesso nel caso in cui l’utente diventa fan della pagina Facebook o follower dell’azienda su Twitter.

Tutela della Privacy ai tempi di Internet

Cliccare Mi piace, secondo il Garante, equivale a palesare il proprio interesse per i prodotti venduti dall’azienda di turno e, pertanto, autorizzare all’invio di periodiche informative di natura promozionale.

L’atto illecito ricorrerebbe esclusivamente nel caso in cui l’utente si cancellasse dal profilo social del brand (equivalente alla manifestazione del suo dissenso formale) ma, nonostante tutto, continuasse a ricevere notifiche di natura promozionale.

Qualche consiglio? Come spesso accade, basta il buon senso: sarebbe buona norma selezionare con fare certosino le aziende da seguire, utilizzando con parsimonia le espressioni di gradimento sui vari profili e riservandole esclusivamente alle aziende di cui effettivamente ci interessa conoscere le promozioni commerciali.

Anche le pubblicità via mail, prosegue il Garante, sono lecite da parte delle aziende sugli indirizzi privati dei propri clienti. Ciò significa che, se si acquista un elettrodomestico e si fornisce al gestore del negozio il proprio indirizzo mail, il negoziante sarà autorizzato a inviare presso l'indirizzo fornito un volantino o comunicazioni varie di natura commerciale.

Non sono esonerati dalla regolamentazione nemmeno gli acquisti online. Insomma: comunicare il proprio indirizzo mail (in sedi commerciali reali o telematiche) equivale ad assentire all’eventuale invio di materiale pubblicitario.

Ma tutto ha un limite: la semplicità di accesso ai dati online, infatti, non può essere la peculiarità che giustifica le attività di spam, finalizzate all’invio di messaggi promozionali non graditi. Sui casi al limite tra promozione e spam, c’è di mezzo l’autorità del Garante.

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