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Italia: povertà, disoccupazione, immigrazione

del 10/07/2013

Italia: povertà, disoccupazione, immigrazione

I dati che arrivano dal 12° Rapporto sulle povertà nella diocesi di Milano presentato dalla Caritas non sono affatto positivi e confermano la sensazione di molti italiani e i segnali che il nostro Paese ci sta lanciando: un aumento della povertà e della disoccupazione e la diminuzioni dei flussi migratori verso l'Italia stanno a significare che la salute del Bel paese non è affatto buona.

Secondo quanto rilevato, la nostra Italia appare un Paese abbandonato a sé stesso, il suo futuro, è visto da molti, come grigio senza accenni di ripresa economica, vessato dalla pressione fiscale, senza opportunità per i disoccupati e per gli imprenditori che chiudono i battenti uno dopo l'altro. Dai dati forniti dalla Caritas, infatti, gli italiani che si sono rivolti a strutture di beneficenza per avere cibo o piccoli aiuti sono aumentati, tra il 2008 e il 2012 del 32%. Si tratta di un aumento che ha visto il suo apice soprattutto nel 2012 quando gli aiuti richiesti dai nostri connazionali e quelli richiesti dagli immigrati si sono equiparati e si aggirano, entrambi, intorno al 37%. La ricerca diffusa dalla Caritas di Milano fa riferimento ai dati presentati nel 2012 dai Centro di Ascolto della Caritas Ambrosiana.

La disoccupazione è una delle maggiori piaghe in Italia. Non si è mai smesso di parlare di disoccupati ma, soprattutto in questi ultimi anni, il loro aumento è stato esponenziale e la tendenza non accenna a variare. Secondo l'ISTAT, a maggio di quest'anno il tasso di disoccupazione è aumentato di 0,2 punti percentuali rispetto al mese precedente assestandosi al 12,2%. Chi più di tutti è vittima di questa piaga sono i giovani e le donne. La disoccupazione giovanile è ai massimi storici, parliamo di una percentuale pari al 38,7%; praticamente quasi un giovane su due non ha lavoro. E purtroppo il momento è difficile anche per gli italiani più adulti, quelli che si ritrovano senza lavoro dopo aver superato i 50 anni e che trovano numerose difficoltà a ricollocarsi nel mercato. Tutte queste componenti causano una crescente riduzione dei redditi familiari per far fronte alle esigenze quotidiane incidendo anche sugli acquisti e quindi su tutta l'economia italiana.

Anche gli immigrati si sono evidentemente accorti che l'aria che tira in Italia non è certo buona infatti i dati sul flusso di migrazioni verso in nostro Paese mostrano una diminuzione. Questa tendenza sembra essere collegata al rapporto fra il costo della vita e gli stipendi bassi che induce gli stranieri a sostenere la propria famiglia rimanendo nel loro Paese d'origine. Parliamo soprattutto di peruviani e ucraini che, invece di contribuire all'economia italiana (con gli acquisti per le famiglie, ad esempio) tornano a casa.

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