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Manovra estiva 2010: un focus su alcune delle principali novità

del 23/09/2010

Manovra estiva 2010: un focus su alcune delle principali novità

La Legge 122/2010 di conversione (GU: S.O. 31 maggio 2010) del DL n 78/2010, recante misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica, tocca anche la materia dei rapporti di lavoro: pertanto, si ritiene opportuno, sia pure in maniera sintetica, richiamare qui di seguito alcune delle principali novità.
In primis, con l’art. 7 del citato decreto, con effetto dal 31 maggio 2010, l’Ipsema e l’Ispesl sono stati soppressi e le relative funzioni sono state attribuite all’Inail sottoposto alla vigilanza del ministero del Lavoro: ciò al fine di accorpare in un unico ente le funzioni assicurative e di ricerca connesse alla materia della tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro (D.Lgs. n. 81/2008).
Sempre in tema di sicurezza sul lavoro, con l’art. 8 comma 12 del decreto, la decorrenza dell’obbligo di valutazione del rischio da stress lavoro-correlato (artt. 28 e 29 del D.Lgs 81/2008) è stata differita al 31 dicembre 2010 sia per i datori di lavoro privati che per le amministrazioni pubbliche.
Slitta in avanti anche il termine previsto dalla legge per l’emanazione dei decreti volti a individuare particolari esigenze di alcuni settori specifici della pubblica amministrazione o di servizi pubblici per i quali è necessario adattare regole generali in materia di igiene e sicurezza sul lavoro (art. 3 comma 2 del D.Lgs 81/2008). Tale termine è stato differito al 15 maggio 2011.

Una delle più importanti novità del decreto riguarda, poi, la materia pensionistica.
Dal 1° gennaio 2015, per le pensioni di anzianità e vecchiaia entra in gioco un nuovo meccanismo di calcolo delle quote (età anagrafica + anzianità contributiva) legato alla speranza di vita e a parametri connessi con gli andamenti demografici. Il nuovo meccanismo, legato all’emanazione di un apposito decreto, si baserà sugli indici legati all’aspettativa di vita elaborati dall’Istat. Infatti, a partire dal 2013, l’Istat sarà chiamato a rendere disponibile entro il 30 giugno il dato riguardante la variazione del triennio precedente della speranza di vita corrispondente all’età di 65 anni con riferimento alla media della popolazione residente in Italia.
Inoltre, sempre per quanto riguarda le pensioni di anzianità e vecchiaia, viene meno il sistema delle finestre previsto dalla riforma del 2007 e viene sostituito dal meccanismo della finestra mobile: per coloro che maturano i requisiti per il trattamento pensionistico, a decorrere dal 1° gennaio 2011 scatterà, infatti, la finestra mobile e personalizzata. In base a tale nuovo criterio la finestra sarà legata alla data di maturazione dei requisiti e l’accesso alla pensione scatterà dal 13° mese per i lavoratori dipendenti e dal 19° mese per i lavoratori autonomi (coltivatori diretti, mezzadri, artigiani e commercianti e iscritti alla Gestione separata Inps).
Per quanto riguarda le lavoratrici del pubblico impiego, è stato stabilito che, dal 1° gennaio 2011, il requisito di età per l’accesso alla pensione di vecchiaia è innalzato di un anno e, dal 2012, di 4 anni fino a raggiungere il limite dei 65 anni (art. 12, c. 12-sexies).

Un altro aspetto toccato dal decreto, all’art 12. comma 11, riguarda la vexata quaestio della doppia contribuzione dei lavoratori autonomi di cui all’art 1 comma 208 della L. 662/1996. Al contrario di quanto sostenuto recentemente dalle Sezioni Unite della Cassazione (Cassazione n. 3240/2010), il DL con interpretazione autentica rivede la norma in questione nel senso che le attività autonome, per le quali opera il principio di assoggettamento all’assicurazione prevista per l’attività prevalente, sono quelle esercitate in forma d’impresa dai commercianti, dagli artigiani e dai coltivatori diretti, i quali vengono iscritti in una delle corrispondenti gestioni dell’Inps. Restano, pertanto, esclusi dall’applicazione di tale norma i rapporti di lavoro per i quali è obbligatoriamente prevista l’iscrizione alla Gestione separata Inps (art. 2. C. 26 della L. 335/1995).
Pertanto, il socio che sia anche amministratore, per il quale è prevista l’iscrizione obbligatoria alla Gestione separata Inps, continuerà a vedersi applicare dall’Inps anche la contribuzione alla Gestione commercianti qualora non riesca a dimostrare che l’attività di socio non ha carattere di prevalenza. Prova assai difficile e sul quale, come si sa si è formato un cospicuo contenzioso che le Sezioni Unite della Cassazione hanno tentato di comporre con la citata decisione, in parte ormai superata dalla novella legislativa. Trattandosi di norma di interpretazione autentica, è quindi da ritenere che troverà applicazione anche ai rapporti e al contenzioso già in essere.

Sempre in materia previdenziale, assume, poi rilevanza, tra le novità della Manovra estiva anche la modifica del sistema di riscossione coattiva delle somme dovute all’Inps. Infatti, al fine di semplificare ed accelerare il processo di riscossione, nonché contrastare l’omissione contributiva, le nuove disposizioni introducono un sistema di riscossione che interesserà le modalità di recupero dei crediti accertati a partire dal 1° gennaio 2011, anche di competenza di periodi antecedenti alla detta data. Con l’art. 30 del decreto si stabilisce, infatti, che dal 1° gennaio 2011 la riscossione delle somme dovute all’Inps sarà effettuata con un avviso di addebito, notificato al debitore, avente valore di titolo esecutivo. L’avviso, consegnato dagli agenti della riscossione secondo modalità stabilite dall’Inps, dovrà contenere l’intimazione ad adempiere l’obbligo di pagamento degli importi indicati entro il termine di 60 giorni dalla notifica e l’indicazione che, in mancanza di pagamento, l’agente della riscossione, procederà ad espropriazione forzata con le facoltà e modalità previste dalla riscossione a mezzo ruolo.
Ancora, il comma 10 dello stesso art. 30, che ha abrogato l’art. 25 comma 2 del D.Lgs 46/99, fa sì che, con effetto dal 31 maggio 2010, per i crediti affidati per il recupero agli Agenti della Riscossione, l’Inps non può più disporre provvedimenti di sospensione derivanti dalla presentazione di un ricorso amministrativo o riguardanti ricorsi amministrativi ancora pendenti.
Viceversa, restano invariate le comunicazioni agli Agenti della Riscossione dei provvedimenti di sospensione dell’attività di recupero dei crediti relativi a causali contabili, amministrative o giudiziarie.

Infine, un’altra novità apportata dal decreto (art. 33), tocca il sistema delle stock options per i manager, per le quali ormai non è più previsto dal 2008 alcun beneficio fiscale connesso alla determinazione del reddito da lavoro dipendente.
Infatti, per effetto di decisioni assunte in sede di G20 e, in considerazione degli effetti economici potenzialmente distorsivi propri delle forme di remunerazione operate sotto forma di bonus e stock options, sui compensi erogati a questo titolo, che eccedono il triplo della parte fissa della retribuzione, attribuiti ai dipendenti che rivestono la qualifica di dirigenti nel settore finanziario, nonché ai titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa nello stesso settore è applicata un’aliquota addizionale IRPEF del 10%.
L’addizionale è trattenuta dal sostituto d’imposta al momento di erogazione dei suddetti emolumenti e, per l’accertamento, la riscossione, le sanzioni e il contenzioso, è disciplinata dalle ordinarie disposizioni in materia di imposte sul reddito.

Avv. Luca Failla - Avvocato in Milano
LABLAW Studio Legale Failla, Rotondi & Partners

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