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Corporate Immigration: ultime novità legislative

del 08/07/2010

Corporate Immigration: ultime novità legislative

Il mio contributo ha lo scopo di dare evidenza in forma breve delle ultime novità legislative italiane che possano impattare sulla gestione, da parte dei dipartimenti HR di imprese aventi una sede sul territorio nazionale, delle pratiche immigration e di compliance amministrativa con riferimento ai dipendenti expatriates extracomunitari impegnati in Italia.

Interessante quanto disposto dal Regolamento 265/2010, entrato in vigore il 5 aprile di quest’anno, che apporta alcune importanti modifiche alla Convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen ed al Regolamento 562/2006 per quanto riguarda la circolazione dei cittadini extracomunitari titolari di un visto nazionale. Finalmente infatti si è posto rimedio al problema della limitazione della circolazione, all’interno dello spazio Schengen, di quegli expatriates extracomunitari che soggiornano regolarmente in uno stato aderente all’acquis di Schengen in forza di un visto nazionale ma che sono temporaneamente sprovvisti del relativo permesso di soggiorno (in quanto, ad esempio, ancora in attesa del primo rilascio o nelle more del rinnovo). Durante tali periodi di attesa, infatti, la circolazione degli expatriates all’interno dei paesi dell’area Schengen risultava sino ad oggi preclusa in base a quanto disposto all’art. 5 del Regolamento 562/2006 che richiedeva, quale condizione d’ingresso per i cittadini di paesi terzi in uno stato dell’Area Schengen, il possesso di un visto Schengen o di un permesso di soggiorno emesso da uno degli stati aderenti.
Con il recepimento della modifica apportata dal Regolamento 265/2010, tale disposizione è stata modificata ed il diritto d’ingresso è stato concesso anche a tutti quei cittadini extracomunitari in possesso di un visto nazionale (ossia propedeutico all’ottenimento di un permesso di soggiorno nazionale). Tecnicamente, infatti, il Regolamento 265/2010 estende ai visti per soggiorni di lunga durata il principio dell’equipollenza tra permesso di soggiorno e visto Schengen per soggiorni di breve durata rilasciato dagli stati che applicano integralmente l’acquis di Schengen.

In Italia, il problema era particolarmente sentito, visti i tempi particolarmente lunghi per il completamento delle procedure di rilascio (e di rinnovo) del permesso di soggiorno.

Oggi, invece, il cittadino extracomunitario, che ha fatto il suo ingresso sul territorio nazionale in forza di un visto per lavoro subordinato, potrà recarsi negli altri paesi dell’area Schengen sin dal giorno successivo al suo ingresso sul territorio nazionale. In altre parole, anche nelle more del rilascio o del rinnovo del permesso di soggiorno, il cittadino extracomunitario potrà recarsi negli altri paesi Schengen per periodi di tempo sino a 90 giorni e comunque per non più di 90 giorni ogni 6 mesi.
Tali nuove disposizioni riguardano i seguenti Paesi (quei paesi che hanno aderito integralmente alla convenzione di Schengen): Austria, Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo, Spagna, Svezia, Islanda, Norvegia, Slovenia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Malta e Svizzera. Allo stato restano esclusi il Regno Unito, l’Irlanda e la Danimarca.

Benedetto Lonato, avvocato in Milano
Lca Lega Colucci e associati

12/07/2010

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