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Ticket licenziamento AspI: cosa cambia

del 23/04/2013

Ticket licenziamento AspI: cosa cambia

Chiarimenti in arrivo da parte dell'INPS per il pagamento dei ticket di licenziamento dovuti dai datori di lavoro. L'Istituto previdenziale spiega, attraverso la sua circolare n. 44/2013 dello scorso 22 marzo, quali siano le novità inserite dalla Riforma Fornero a proposito del nuovo contributo sulle cessazioni dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato.

Per chi ha licenziato un dipendente tra il primo gennaio e il 31 marzo 2013 ci sarà tempo fino al 16 giugno per pagare il tributo.
Il contributo di licenziamento ammonta al 41% del massimale dell’Assicurazione sociale per l’impiego (AspI), quota introdotta dalla Legge di Stabilità (la numero 228 del 24 dicembre 2012) che è andata a modificare la percentuale prevista inizialmente dalla Riforma Fornero pari al 50%. Anche gli anni di anzianità aziendale accumulati dal dipendente prima del licenziamento influiscono sulla cifra del contributo dovuto all'INPS e, per il calcolo, la circolare specifica che vanno considerati i periodi di lavoro a tempo indeterminato e quelli svolti con contratto a termine (qualora quest'ultimo sia stato poi modificato in un indeterminato senza interruzione).

Quindi, in sintesi, in riferimento ai contratti di durata superiore ai 12 mesi, il datore di lavoro dovrà versare un importo pari a 483,30 euro per ogni anno di anzianità aziendale accumulato nell'arco degli ultimi tre. Per quanto riguarda, invece, i contratti di durata inferiore ai 12 mesi, l'Istituto Nazionale di Previdenza nella sua circolare spiega che il tributo dovrà essere proporzionato agli effettivi mesi di lavoro. INPS precisa che viene considerato mese intero quello in cui il dipendente abbia lavorato per almeno 15 giorni di calendario. Per cui, ad esempio, in un rapporto di dieci mesi, l’importo da versare nel 2013 sarà pari a € 403,16.

L'obbligo contributivo non viene applicato se la cessazione del rapporto avviene perché il dipendente è deceduto o per dimissioni (tranne quelle per giusta causa). Non vengono considerate nemmeno le risoluzioni consensuali, tranne quelle a seguito di procedura di conciliazione attuata presso la Direzione Territoriale del Lavoro o da trasferimento verso un'altra sede della stessa azienda distante almeno 50 km dalla residenza del lavoratore o comunque raggiungibile in più di 80 minuti di viaggio con mezzi pubblici.

Inoltre, il contributo non è dovuto, per il periodo 2013 – 2015, se il licenziamento  è avvenuto a causa di modifiche dell'appalto che ha prodotto altre assunzioni o per le interruzioni dei contratti  a tempo indeterminato, nel settore delle costruzioni edili, per la conclusione delle attività e chiusura del cantiere o se il datore di lavoro deve già pagare il contributo per l’ingresso nelle procedure di mobilità.

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