Consulenza o Preventivo Gratuito

Spesa gratis all'Emporio Portobello a Modena

del 09/04/2013

Spesa gratis all'Emporio Portobello a Modena

Se la politica italiana è ancora alle prese col suo imbarazzante blocco istituzionale. Se i giornali nazionali non fanno altro che parlare dell’imminente arrivo di liquidità nelle casse delle imprese, una vera e proprio «boccata d’ossigeno», com’è stata definita, per l’industria italiana. A dare una mano concreta ai cittadini in difficoltà, per il momento, ci pensano solo loro stessi rimboccandosi le maniche.

Infatti, mentre i Dieci Saggi si prendono due settimane per disquisire sui problemi più incombenti della Penisola, a pagarne già le spese sono i cassintegrati, i disoccupati e gli esodati del Bel Paese. Per loro il tempo si sta esaurendo e la prima priorità è guadagnarsi un pasto caldo.

Proprio a questi ultimi è destinata l’iniziativa che porterà alla nascita dell’Emporio Sociale Portobello di Modena, nel cuore di quell’Emilia che nemmeno un terremoto è riuscito a scoraggiare e a distogliere dall’obbligo morale di soccorrere i più deboli.

Spesa gratis in cambio di qualche ora di lavoro. È questa la formula, semplice e geniale, che animerà le attività dell’Emporio, le cui porte si apriranno al pubblico il Primo Maggio 2013. Sarà una Festa dei lavoratori tutta speciale per Modena: nonostante manchi un po’ dappertutto, è proprio dal lavoro che riparte l’economia e, soprattutto, la speranza di una città.

A promuovere questo progetto così lodevole è il Centro Servizi Volontariato di Modena in collaborazione con circa cinquanta altri enti istituzionali e di volontariato. Grazie a Conad, ad esempio, l’Emporio avrà un arredo e celle frigorifere adeguate. Il Comune di Modena metterà a disposizione gratuitamente i locali dove sarà ospitato il magazzino. Le prime cinquanta tonnellate di cibo sono state offerte dall’associazione Rock No War. 

Chi potrà lavorare nell’Emporio Portobello? I lavoratori saranno selezionati in base al loro indicatore di reddito Isee. Essi saranno, in genere, cittadini disoccupati, membri di famiglie disagiate e numerose. «Soggetti vulnerabili», come li definisce il responsabile del progetto, don Luigi Zironi. Le mansioni loro richieste saranno spendibili in tre aree del primo Supermercato solidale d’Italia: area magazzino, area di vendita (a diretto contatto con l’utenza), area d’incontro e collaborazione con le varie associazioni partners.

Gli idonei, per tutto il tempo in cui i loro requisiti resteranno invariati, riceveranno una tessera per usufruire della formula retributiva proposta dall’Emporio Portobello: lavoro (anche part-time per poche ore a settimana) in cambio di generi alimentari. Se le condizioni economiche nel nucleo familiare del lavoratore dovessero migliorare durante l’impiego, la tessera sarà revocata.

Un progetto certo degno di lode da parte di tutti noi. Un progetto da prendere come modello, in Italia e all’estero, dove le condizioni d’indigenza e povertà stanno assumendo un peso insostenibile per la tenuta sociale dei diversi Paesi europei.

vota  
Con l'inserimento dei miei dati dichiaro di aver preso visione ed accettato il Trattamento dei Dati