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Italiani: più della metà teme di perdere il lavoro

del 03/04/2013

Italiani: più della metà teme di perdere il lavoro

Incertezza e preoccupazione. Sono questi i due elementi principali che emergono dalla ricerca voluta dall'agenzia per il lavoro Openjobmetis e commissionata all'Ispo, l'Istituto per gli Studi sulla Pubblica Opinione.

Secondo lo studio condotto su un campione di ottocento lavoratori italiani, l'85% è soddisfatto della propria attività anche se sente stringere intorno a sé la morsa della crisi e il 65% ha paura di perdere il posto. L'obiettivo di questa ricerca è quello di definire il quadro emotivo di chi vive questo momento difficile di crisi, comprendere la prospettiva degli italiani sulle questioni welfare e occupazione e capire in che modo il mercato del lavoro stia reagendo per difendersi dall'alto tasso di disoccupazione.

Emerge un elemento positivo, e a sostenerlo è  Rosario Rasizza amministratore delegato di Openjobmetis, che è il persistere della volontà di continuare a restare attivi, a reagire e ad impegnarsi. Un altro dato importante, sottolinea sempre Rasizza, è che il 61% degli intervistati pensa che presto ci sarà maggiore flessibilità nel lavoro, ma nonostante questo non la teme e riesce a vedere le maggiori opportunità che questa condizione offre.

La maggioranza dei lavoratori, l'81%, mette in campo diverse strategie per affermare il proprio valore professionale. Lo studio dell'ISPO ci dice che 50% dei lavoratori italiani ha aumentato il numero di ore di lavoro, pur sapendo che non saranno pagati gli extra. Le donne con una laurea, per contrastare l'idea che la loro categoria sia, a priori, svantaggiata rispetto agli uomini, affiancano al loro titolo di studio una specializzazione, mentre i giovani under 35 puntano al futuro utilizzando i social network per aumentare la propria popolarità facendo, al contempo, aumentare le possibilità di trovare lavoro, senza dimenticare di perfezionare le proprie competenze professionali.

Sul futuro, però, i pessimisti superano gli ottimisti. In base a come si immagina il mercato del lavoro fra cinque anni il campione si divide fra il 68% dei pessimisti e il 32% degli ottimisti e l'aspetto più preoccupante per il futuro è la prospettiva di non trovare un posto fisso.

Nel questionario veniva inoltre proposto al campione di indicare quali erano le priorità da affrontare per tutelare il lavoro in Italia. Il 37% degli intervistati propone di offrire incentivi alle aziende che assumono e il 17% è a favore di una promozione del sostegno statale delle start up per i giovani e le donne. Il 10% propone invece di promuovere programmi di formazione realmente rispondenti al fabbisogno delle imprese. L'ipotesi di un prolungamento della durata dei sussidi di disoccupazione non desta particolare interesse negli intervistati. La sostiene infatti solo un 5,5%.

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